7.7

The Disaster Artist

Regista

James Franco

cast

James Franco, Dave Franco, Seth Rogen, Jacki Weaver, Josh Hutcherson, Zac Efron,

sceneggiatore

Scott Neustadter, Michael H. Weber

produttore

James Franco, Evan Goldberg, Vince Jolivette, Seth Rogen, James Weaver

durata

98 minuti

Offerte
Data di uscita

22 febbraio 2018

Tommy Wiseau e Greg Sestero, diventati amici grazie al loro corso teatrale, decidono di buttarsi nel mondo del cinema trasferendosi a Los Angeles. Dopo svariati insuccessi, decidono di fare un loro film intitolato "The Room". La direzione del film sarà, col tempo, sempre più problematica a causa della qualità della scrittura e del comportamento del regista Wiseau. Quello però che non sa è che, una volta uscito nelle sale e nell'homevideo, il loro film diventerà un cult riconosciuto in tutto il mondo come "Il peggior film della storia del cinema".

The Disaster Artist. La trasposizione di James Franco sul peggior film della storia del cinema. 

Quanti di noi hanno sempre sognato di far parte dell’affascinante, e al contempo terribile, mondo dello spettacolo? Quante volte abbiamo immaginato anche solo per un istante di vincere un Oscar, o di essere acclamati dalla critica e dal pubblico? Quel fantastico mondo dentro la nostra testa che immaginavamo, tutte quelle speranze che difficilmente muoiono, sono racchiuse nella nostra testa. Sicure in uno spazio limitato come, appunto, in una stanza.
James Franco racconta con chiave ironica, ma anche contornata da un sottile velo drammatico, la direzione del film “The Room”.

the disaster artist

CHE COS’E’ “THE ROOM”?

“The Room”, film del 2003 con protagonisti Greg Sestero e Tommy Wiseau (protagonista, regista e produttore), è considerato “il quarto potere dei film brutti”. Così mal scritto e mal recitato e fuori dall’ordinario che venne distribuito in un solo cinema, incassando solo 1800 dollari a fronte di un budget di produzione di ben 6 milioni di dollari. Col tempo, però, le cose si fanno più serie. Il film riesce ad avere un buon successo con la vendita homevideo, e nelle sale di mezzanotte il film continua a fare il tutto esaurito. E’ la svolta per Tommy Wiseau, seppur non nella maniera in cui aveva immaginato.

Tuttora “The Room” viene considerato uno cult del cinema trash (o scult) ed è diventato, grazie alle recensioni su Internet, un vero e proprio fenomeno mondiale. Nel 2013 l’amico di Tommy, Greg Sestero (co-protagonista), decide di pubblicare il libro “The Disaster Artist”, nel quale sono raccolti tutti i segreti dietro la produzione del film.

Locandine a confronto: a sinistra il vero “The Room” ; a destra la riproduzione nel film di James Franco

“OH HI MARK”

Come per “Ed Wood” di Tim Burton, anche il film di Franco condivide la sfera a tratti assurda che avvolge la pellicola. Questa sfera si manifesta non solo sul set del film dove i personaggi dirigono “The Room”, ma anche nelle loro relazioni e situazioni private. A tratti ci si potrebbe rendere conto anche di trovarsi in un mondo immaginario, dove i sogni lo fanno da padroni. Il set di “The Room”, principale luogo del film, è costantemente testimone di situazioni alla “Boris”. Questo mondo che però pian piano viene disgregato dalle sempre più presenti complicazioni legate alla realizzazione del film di Wiseau.
Il Tommy Wiseau di Franco a tratti sembra anche molto instabile dal punto di vista comportamentale, e si paragona per i modi di fare a registi dal calibro di Alfred Hitchcock. E’ il tipico personaggio che uno penserebbe di trovare solo nei film o nelle serie televisive, ma tutto quello che succede nel film è successo per davvero.
Indubbiamente “The Disaster Artist” riesce più e più volte a strappare delle risate lungo il suo andamento, ma la buona regia e scrittura riescono ad aggiungere anche altro.

“Oh hi Mark” Una delle citazioni più famose del film ; a sinistra: James Franco, a destra il vero Tommy Wiseau

Cinema e non solo…

Se il film, prevalentemente di genere comedy, riserva dei momenti esilaranti, c’è anche l’altra faccia della medaglia. Il film, contrariamente all’opinione generale che si ha su di esso, riesce anche a aggiungere quel pizzico di dramma che si collima perfettamente con l’atmosfera comica ricreata.
Esso si manifesta, ad esempio, quando sono gli altri a ridere del protagonista, assumendo così il ruolo dei “personaggi malvagi”, definiti così da Wiseau stesso.

“The Disaster Artist” non è solo un film sul cinema. E’ anche soprattutto un film incentrato sui rapporti, sul grado di fiducia che intercorre tra Tommy e Greg. Un’amicizia che si ritrova però in mezzo a due grossi pilastri: il cinema e quel desiderio di voler diventare un qualcuno nel mondo dello spettacolo.
E’ quest’ultimo aspetto che trasforma in interessanti oggetti di studio personaggi come Wiseau, o il già citato Ed Wood. Se Ed Wood proiettava questa volontà professionale in particolare nel suo film più famoso “Plan 9 from outer space”, Wiseau invece ci mette la faccia, la sua vita e la sua situazione con il mondo intorno a lui. Il riferimento potrebbe essere colto nel momento in cui in “The Room” il suo personaggio, Johnny, urla:

Everybody betray me, I’m fed up with this world!
(tutti mi tradiscono, mi sono stancato di questo mondo!)

Un obiettivo raggiunto

Come si può notare nel panorama culturale cinematografico, seppur non nelle modalità immaginate, Tommy Wiseau ci è riuscito. E’ diventato quello che è sempre voluto essere e, citando una frase scritta in un altro articolo da un mio caro collega, è riuscito addirittura a farsi paragonare ad Orson Welles. Insomma, questa cosa non è da tutti i registi.

COMMENTO FINALE

“The Disaster Artist” racconta e valorizza la tematica del sogno. Con il materiale in mano, si sarebbe potuto concentrare in un’unico genere la pellicola, che dimostra invece anche il contrario. Miscelando con responsabilità comicità e dramma, James Franco consegna al pubblico una prova di quanto i sogni, indipendentemente dal risultato finale, non possono e non devono essere trascurati e sottovalutati. Ormai sappiamo benissimo dov’è arrivato Wiseau, e forse è giusto così.

 

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7.5

Buono

Pro

  • Interpretazione di James Franco particolare e ben gestita
  • Umorismo contornato però da un sottile velo di dramma
  • E' un film sullo scult più famoso al mondo: cosa si vuole di più?

contro

  • Una maggiore durata non avrebbe guastato
  • Qualche personaggio sarebbe potuto essere sviluppato maggiormente
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