Shazam

8.3

Shazam!

Regista

David F. Sandberg

cast

Zachary Levi, Asher Angel, Jack Dylan Grazer, Mark Strong, Djimon Hounsou,

sceneggiatore

Henry Gayden

produttore

Warner Bros., DC Entertainment, New Line Cinema

durata

132 min.

Offerte
Data di uscita

3 Aprile 2019

Billy Batson, un giovane di 15 anni, viene scelto come campione dal Mago Shazam. Il ragazzo scopre che, urlando la parola magica "Shazam!", è in grado di diventare un supereroe dotato dei poteri degli dei: la saggezza di Salomone, la forza di Ercole, la resistenza di Atlante, il potere di Zeus, il coraggio di Achille e la velocità di Mercurio. Grazie all'aiuto dell'amico Freddy Freeman, Billy proverà a scoprire tutti i suoi poteri e a sconfiggere il perfido dottor Sivana.

Shazam!: Il nuovo cinefumetto della DC Entertainement. Successo o fallimento?

Parte già bene “Shazam!” con l’origin story del villain, o meglio l’incidente (letteralmente), la causa scatenante che porterà a tutto quello verrà narrato successivamente. Presenta il villain da ragazzino, il suo incontro poco fortuito col Mago Shazam. Mostra il rapporto col padre e la mancanza d’affetto da parte di quest’ultimo e del fratello maggiore ed un incidente realizzato dal regista svedese David F. Sandberg in cui è presente sia dramma (la tragicità dell’evento appesantito dal rallenty) che comico (la musica in sottofondo che tratteggia nelle note un dolce ritratto familiare da ironia sopraffina).

Il prologo rivelatore

Già nel prologo sono insite le fondamenta di uno degli elementi centrali del cinefumetto DC. La dialettica tra lo spirito Shazam (quello del cuore puro, della fratellanza, dell’amore) ed il cattivo (interpretato in età adulta da Mark Strong). Un incontro/scontro che va al di là della classica lotta tra bene e male. Nell’incontro con il Mago Shazam, il villain ricerca involontariamente l’accettazione familiare che non ha mai avuto. Fallisce e l’ennesima non accettazione diventa la goccia di un vaso che già da tempo è traboccato, un trauma che si somma ad altri. Il villain è già nel prologo doppio speculare del protagonista, non solo dal punto di vista classico ma in maniera anche più profonda.

Più che i poteri o il “vero potere” come elemento spirituale a cui allude ed aspira il personaggio di Mark Strong, in verità quest’ultimo sbaglia nel termine adoperato. Perché quello che ricerca non è potere ma è sempre quello che ha generato il trauma quand’era ragazzino: l’accettazione. O meglio la mancanza di essa. Ed in questo sta uno dei punti di forza della dialettica tra il villain e Billy Batson (e che si allarga per molti aspetti, a macchia d’olio, anche per quanto concerne gli altri personaggi). I due sono emarginati, frustrati. Ignari (uno totalmente, l’altro troverà la via durante il film) che per ricevere l’accettazione tanto desiderata (Billy è alla ricerca di sua madre dopo esser stato abbandonato da bambino al lunapark), devono prima accettare se stessi. Per quello che sono stati, che sono, essere consapevoli.

L’Accettazione

Un elemento che supera il semplice ma ottimo contesto del romanzo di formazione (che è presente nel film e non va snobbato) andando ad abbracciare lo status sociale, il contesto familiare, i mancati ed i rimossi di questi ragazzi. Figli di speranze, per un attimo di gioia.

Tutti hanno dei mancati e tutti sono bisognosi di accettazione. È accettazione il ricevere i poteri da parte del Mago Shazam, è accettazione (simbolica) il rituale, prima di ogni pasto, della famiglia che adotta il giovane Billy Batson, è accettazione la decisione che prenderà il personaggio di Grace Fulton se proseguirà gli studi da altre parti o rimarrà con la sua famiglia. E tutta questa riflessione rimane volutamente adombrata, agendo internamente, per dedicarsi ad altro, per assolvere stilemi del cinefumetto contemporaneo.

Stile

Shazam

Dopo il prologo, “Shazam!” percorre tante strade tutte senza negative ripercussioni, senza mai perdere ritmo, senza mai battere ciglio. Prende la strada dell’horror in un paio di sequenze ed inserisce una bambola Annabelle (Sandberg è stato il regista del film Blumhouse) quasi come cammeo.

Prende la strada della commedia, gigioneggiando tra battute verbali, slapstick (la ricarica dei cellulari, il bancomat mandato in tilt, Shazam che si esibisce lanciando fulmini al ritmo di “Eye of the Tiger“) e spassosissimi inside jokes (il giocattolo di Batman lanciato contro il villain, la deliziosa citazione a “Big” il film con protagonista Tom Hanks ed uno dei punti di riferimento del film DC).

Il film ha dalla sua parte uno strepitoso Zachary Levi che parodizza la figura retorica del supereroe dalla faccia plastica e con mantello, giocando con smorfie (divertentissima l’espressività che ha nel momento in cui il suo personaggio vola) e motteggiamenti.

Prende la strada del teen movie, raccontando dei ragazzini, la loro vita scolastica ed una famiglia formata da affettuosi disfunzionali (meritevole di una sitcom per chi vi scrive) in una maniera degna del John Hughes o del Joe Dante dei tempi d’oro. Non solo i rapporti interpersonali. Ma quello che suggella la riuscita dei ragazzini (da segnalare un bravissimo Asher Angel nel ruolo di Billy Batson ed uno stratosferico Jack Dylan Grazer nel ruolo di Freddy Freeman) è il loro approccio ai superpoteri. Provare il brivido di utilizzare, sperimentare questi superpoteri. Filmare l’utilizzo di questi e caricare i video su YouTube, facendo spargere la voce sempre di più in un mondo in cui ormai i supereroi sono cosa arcinota, in cui Batman e Superman sono soggetti noti in tutto il mondo.

In quello che sembra quasi essere un film targato Amblin (il miglior complimento che si può fare ad un film con protagonisti degli adolescenti) e che fornisce uno scontro finale anche piuttosto atipico vista la location e per una cosa che accade (sensazionale), “Shazam!“…

Commento Finale

…è sostanzialmente la classica storia d’origine di un supereroe. Ma, rispetto ad altri film di egual narrazione, vince e convince grazie ad una sceneggiatura di ferro. Grazie al suo intrattenimento fanciullesco, ai personaggi rappresentati. Al suo essere vivido e nel riuscire ad entrare nel cuore dello spettatore attraverso il divertimento grossolano e la bellezza dei personaggi scritti. Un film travolgente, stratosferico, il migliore dell’ultima ondata di cinefumetti dedicati a supereroi targati DC Comics.

Recensione a cura di Ettore Dalla Zanna

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8

Ottimo

Pro

  • Grandissimo cinema per ragazzi
  • La famiglia, i rapporti interpersonali. Dei film DC, è il film più
  • La scena post-crediti che allude a qualcosa (ad un personaggio) molto importante
  • La latente dialettica tra Billy Batson ed il dottor Sivana. Due emarginati incredibilmente vicini...

contro

  • (Unico grande difetto del film)... da adulto, Thaddeus Sivana non viene caratterizzato, utilizzando solo metà della potenzialità del suo personaggio. Ma il discorso sull'accettazione arriva e colpisce.
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