7.9

Ready Player One

Regista

Steven Spielberg

cast

Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Simon Pegg, Mark Rylance

sceneggiatore

Zak Penn, Ernest Cline

produttore

Donald De Line, Steven Spielberg, Kristie Macosko Krieger, Dan Farah

durata

140 min

Offerte
Data di uscita

28 marzo 2018

Ready Player One. Un viaggio mistico nel credo spielberghiano.

Giunge un momento nella vita di un artista in cui egli crea un’opera particolare: un sunto della propria poetica e del proprio stile. Quel momento è giunto anche per Steven Spielberg. Il regista dalle due anime, quella autoriale e quella commerciale, che si intrecciano indissolubilmente in ogni suo film, con Ready Player One ci regala la sintesi del suo quasi mezzo secolo di operato. Dopo solo pochi mesi dal classicissimo The Post, Spielberg ci regala una pellicola diametralmente opposta alla precedente. Qui è il caso di immergersi letteralmente nel nuovo mondo creato dal genio d’oro della settima arte.

A cosa giochiamo?

Ready Player One 1

In Ready Player One il mondo versa in condizioni critiche a causa dell’inquinamento e della sovrappopolazione. Come antidoto a questa deprimente situazione l’umanità si rifugia nel mondo virtuale di OASIS, dove ci si può creare un alter ego a immagine e somiglianza di ciò che ognuno vorrebbe essere. Tutto cambia quando James Halliday, creatore di OASIS, muore e lascia una sfida con in palio il possesso stesso di OASIS. Sarà Wade Watts, insieme ai suoi compagni di gioco (e poi anche di vita), a trovare un ambito Easter egg e a dimostrare di essere degno dell’eredità di Halliday. Proprio come Parzival, da cui Wade trae il nome della propria controparte in OASIS, dimostrò di essere il cavaliere degno di trovare il Graal.

Un immaginario visivo citazionista e sbalorditivo

Ready Player One 2

Spielberg, da regista come da produttore, ha donato al mondo una considerevole parte dell’immaginario cinematografico e non solo. Sarebbe esaltante il solo elencare gli elementi iconici partoriti dalla sua fervida fantasia; ancora più esaltante vedere direttamente sul grande schermo una babilonia fervida e incessante di questi elementi. Le citazioni non riguardano solo l’apparato spielberghiano: accanto a T-Rex ruggenti e DeLorean fiammanti troviamo robottoni di gundamiana memoria e cosplayer di Freddy Krueger, Beetlejuice e Michael Jackson. Il tuffo negli anni ottanta è globale. Arzillo ultrasettantenne, Spielberg si tiene tuttavia al passo coi tempi con destrezza unica e sfrutta l’onda tecnologica della realtà aumentata per raggiungere il suo scopo; riesce a calare lo spettatore in un tripudio visivo che unisce film e videogiochi (a livello di storia come di regia), un gorgo inesorabile in cui si mescolano nostalgia per il passato e adrenalina per il presente di entrambi i settori.

Ritorno all’Overlook Hotel

Ready Player One 3

L’opera di citazione più grandiosa dell’intero film è la sequenza che vede come ambientazione gli interni e gli esterni più famosi dell’Overlook Hotel di Shining. Il film di Kubrick ritorna sugli schermi cinematografici in tutto il suo inquietante splendore; gli innesti di Ready Player One si amalgamano perfettamente con le scenografie originali dello storico horror, facendo penetrare nel cuore dello spettatore l’amore per il cinema di Spielberg e quello di Kubrick fusi insieme. Ma riesumando i corridoi e le stanze dell’hotel maledetto Spielberg fa di più. Egli porge un regalo, un atto d’amore verso il pubblico più giovane, che per motivi anagrafici non ha potuto godere in sala dell’opera d’arte del proprio amico e collega Stanley. Un gesto quasi dovuto dall’uomo che, solo poche settimane fa, ricevendo il David di Donatello ha fatto capire all’Italia e al mondo intero quanto sia innamorato del cinema.

Il creatore e la sua creatura

Ready Player One 4

Il cuore profondo della pellicola è da cercare comunque in un altro livello. Ready Player One non è solo un elogio degli anni ottanta e una strizzata d’occhio alla cultura nerd; né la sua cifra è riassumibile nella dichiarazione d’amore per il cinema. La pellicola è una giostra pirotecnica condotta dall’inconfondibile stile del suo regista; ma è anche un film dalle tematiche tipicamente care a Spielberg. Non manca l’avventura di un gruppo di ragazzi che uniscono le proprie forze per vincere le angherie del mondo degli adulti. Non può mancare il processo di maturazione che porta il protagonista a raggiungere un premio più grande ed emotivo di quanto fosse all’inizio. Nemmeno manca la critica sociale, qui declinata nella condanna delle multinazionali senza scrupoli (la IOI del film) e della dipendenza videoludica. OASIS è una realtà virtuale eccezionale, ma la priorità va riservata comunque alla vita reale.

Quello che potrebbe essere un messaggio banale e inflazionato nasconde in verità un tormento profondo e interessante. Halliday per primo ha fallito: si è concentrato sul gioco di cui fu il creatore, perdendo di vista l’amicizia e l’amore. Ciò lo ha portato a restare deluso dalla propria creatura e a chiedersi quanto veramente sia valsa la pena di creare il suo mondo di fantasia. In questo frangente sembra di sentire Spielberg interrogarsi sul valore delle proprie creature cinematografiche. Pensiamo alla situazione del regista come ragionevolmente diversa da quella del proprio personaggio; ma l’esperienza resta di un afflato tale che induce a un’improvvisa riflessione sulla creazione dell’intrattenimento. Del resto Spielberg è sovente criticato per la sua anima commerciale, potrebbe ritenersi legittimato a sentirsi come Halliday. Fortunatamente la sua anima autoriale è sempre presente, per permetterci di vivere col cuore anche un’avventura che apparentemente si appropria solo dei nostri occhi spalancati.

Commento finale:

Steven Spielberg ha donato di tutto e di più e Ready Player One si pone come una sorta di riassunto per immagini di ciò che è il lascito spielberghiano. Ma la grandezza dell’eredità che il grande regista ci sta trasmettendo è così ampia che questo film rappresenta solo l’inizio del lungo viaggio finale. Un viaggio che da qui a una dozzina di anni ci dirà come (e quante volte) è cambiata la settima arte dal momento che accolse nei suoi annali il genio di Cincinnati. Questo è Ready Player One: un continuo voltarsi indietro, poi in avanti, poi di nuovo indietro e di nuovo avanti; il tutto per rendersi conto di come il passato ci stia seguendo passo passo con le sue icone; e di come lo faccia accompagnandoci, attraverso un presente fascinoso, verso un futuro fatto di sintesi cult e innovazione imprevedibile.

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9

Epico

Pro

  • Rappresenta un viaggio spirituale, sia visivo che tematico
  • La DeLorean e altri riferimenti a Ritorno al futuro
  • Halliday è un personaggio scritto in maniera sorprendente
  • Citazioni, citazioni, citazioni

contro

  • Fra i personaggi citati manca Indiana Jones (ma forse alla cinquantesima visione lo si scoverà da qualche parte)
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