Ore 15:17

7.3

Ore 15:17 – Attacco al treno

Regista

Clint Eastwood

cast

Spencer Stone, Alek Skarlatos, Anthony Sadler, Judy Greer, Jenna Fischer, Thomas Lennon, P.J. Byrne, Tony Hale

sceneggiatore

Dorothy Blyskal

produttore

Malpaso

durata

94 minuti

Offerte
Data di uscita

8 Febbraio 2018

Nelle prime ore della sera del 21 Agosto 2015, il mondo ha assistito stupefatto alla notizia divulgata dai media, di un tentato attacco terroristico sul treno Thalys n. 9364 diretto a Parigi, sventato da tre giovani coraggiosi americani in viaggio attraverso l'Europa.

Ore 15:17 – Attacco al treno. Clint Eastwood torna a raccontare un’impresa eroica che ha evitato una tragedia.

Ore 15:17

L’Umanesimo Eastwoodiano

Quando cominci a scoprire chi sei, allora capisci veramente quanto potere hai sulla tua vita.

C’è un elemento che ha sempre affascinato, incuriosito, legato il pubblico alla filmografia di Clint Eastwood: il modo in cui riesce a raccontare l’animo umano. Assieme al tema del lavoro, dell’universo femminile, del militarismo, Eastwood ha sempre focalizzato il proprio occhio registico nel raccontare i tumulti dell’esistenza: le ricadute, i doveri, la sofferenza, ma anche i successi, la forza di rialzarsi, le soddisfazioni. Ogni gesto, ogni azione, ogni scelta permettono all’uomo di forgiarsi, di costruire una propria identità, tanto nelle pianificazioni di lunga durata quanto nelle imprevedibilità dell’esistenza.

Stile

Ore 15:17

Anche in “Ore 15:17 – Attacco al Treno“, Eastwood recupera questi temi, tentando di costruire un gioco tra realtà e finzione molto interessante. Infatti, il trio di protagonisti sono interpretati dallo stesso eroico trio che ha fermato il tentato attacco terroristico. Il film è sostanzialmente un “Sully” al contrario. Nel film precedente, Eastwood raccontava le fasi successive del disperato ammaraggio sul fiume Hudson compiuto dal comandante Chesley “Sully” Sullenberger. Qui vengono raccontate le fasi precedenti di un altro evento di riferimento. Vengono approfondite le vite del trio, la ricerca del posto nel mondo fino all’infausto evento nel quale il destino li ha posti ad una grande scelta.

Eastwood elabora un prodotto audiovisivo che si alterna tra una ricerca (quasi documentaristica) del reale ed una finzione che rimanda al cinema classico. Nella ricostruzione dell’attentato, il regista frammenta i corpi, ne inquadra i particolari, le vene squarciate, compone dei primi piani sulle vittime, assottiglia il tutto per creare il dramma umano.

Nel ripercorrere le vite di questi tre amici, Eastwood mette tutto se stesso (compreso un poster di “Lettere da Iwo Jima“) componendo, in special modo nella prima parte, il ritratto di un’America piena di compromessi. Il risultato è un Paese ricolmo di forti conflittualità non solo di carattere sociale ma anche (e soprattutto) di carattere esistenziale. I ragazzini protagonisti (magistralmente diretti da Eastwood) vengono accuditi da madri single, affezionati all’utilizzo di armi, ancorati al senso di cameratismo, ma al tempo stesso debbono seguire i precetti della cristianità nella scuola che frequentano.

Frammenti di esistenza

Ore 15:17

Eastwood si focalizza maggiormente sulla figura di Spencer Stone, colui che si spinse in avanti per disarmare il terrorista. Lo Spencer ragazzino è una figura che vorrebbe esplodere. Affetto dal deficit dell’attenzione, educato ad andare a caccia ed a conoscere il modello delle differenti armi, egli è in aperto conflitto con la religione. Spencer osteggia i precetti ma, al tempo stesso, ricerca un contatto con Dio, chiedendo di essere uno strumento in grado di portare la pace.

La prima parte rispecchia lo stile dei film migliori di Eastwood: elegante, compassato, capace di andare in profondità usando le parole più semplici. Il problema netto del film è una seconda parte di profondissima tristezza.

Roma, Venezia, Berlino. Sì, ma i protagonisti?

Da un ritratto cinico, classicheggiante, “repubblicano” degli Stati Uniti D’America si passa ad una copia della copia carbone di “To Rome With Love“. Questa seconda parte è segnata dal ricongiungimento di questo gruppo di amici, i quali, dopo essere andati avanti a seguire i propri sogni, decidono di fare un viaggio turistico in giro per l’Europa. Si passano in rassegna diverse città: Roma, Venezia, Berlino.

C’è un cambiamento di atteggiamenti, di modi di fare. Questa grande transizione in giro per l’Europa smorza fortemente il ritmo del film ma soprattutto il senso. Da un gruppo fatto di dubbi esistenziali, di senso del dovere, si passa ad un gruppo caratterizzato da un agglomerato delle peggiori stereotipie dedicate ai turisti. Ed è un vero peccato perché le potenzialità nel descrivere questi amici erano veramente tantissime. Per fortuna, la sequenza dell’attentato terroristico risolleva una seconda parte, incapace di approfondimento (a parte piccole allusioni critiche all’educazione impartita dagli americani), portando come unico risultato quello dell’esaltazione dell’impresa eroica compiuta dal gruppo di protagonisti.

Commento Finale:

Sommariamente è un film deludente. La prima parte è decisamente splendida e pone interrogativi, dubbi esistenziali decisamente interessanti. Il problema è avvicendare una seconda parte vuota, che smorza il ritmo e che storpia un film dalle prospettive intriganti e i luoghi visitati (come viene vista l’Italia… allucinante) non ne escono benissimo. Anzi. Alla fine, persino voler costruire una carica eroica intorno a questi ragazzi si rivela quasi essere un fallimento, un’imposizione più che un piacere da Eastwood. Si è già visto di meglio dal buon vecchio Clint. Indubbiamente.

Recensione di Ettore Dalla Zanna

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5

Mediocre

Pro

  • I principi di Eastwood ci sono tutti: il lavoro, l'umanesimo, il rapporto con Dio, le scelte di vita, la tumultuosa esistenza
  • La sequenza dell'attacco è di egregia forza cinematografica.

contro

  • L'umanesimo è piuttosto carente nello sviluppo.
  • Una seconda parte, in giro per l'Europa, che rende il tutto molto dispersivo.
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