7.8

Metti la nonna in freezer

Regista

Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi

Genere

Commedia

cast

Fabio De Luigi, Miriam Leone, Lucia Ocone, Marina Rocco, Barbara Bouchet, Francesca Di Leva, Susy Laude

sceneggiatore

Fabio Bonifacci

produttore

Indigo Film, Rai Cinema

durata

100 minuti

Offerte
Data di uscita

15 Marzo 2018

Claudia (Miriam Leone) è una giovane restauratrice costretta a tenere in vita la sua impresa e le due colleghe (Lucia Ocone e Marina Rocco) grazie alla pensione di nonna Brigit (Barbara Bouchet),poichè aspetta da tempo un'importante somma di denaro dallo Stato. Dopo la morte della nonna, pur di non rinunciare ai necessari soldi della pensione, ricorre al macabro espediente. Sulle sue tracce si mette un efficientissimo maresciallo della Guardia di Finanza (Fabio De Luigi), fatalmente attratto dalla ragazza.

Metti la nonna in freezer. La black-comedy italiana dell’anno in sala dal 15 marzo

Ridere, in questo paese, è una cosa seria. E lo è per diversi motivi: così come i testi audiovisivi del passato sono ormai divenuti documenti, tracce testamentarie di un’epoca, ancora oggi la commedia ci dice chi siamo. Ed a che punto siamo, bisognerebbe aggiungere. Prevenuti nei confronti delle istituzioni, “Come un gatto in tangenziale”. Vediamo nella Germania l’unica possibilità di sopravvivenza economica, “Finalmente sposi”. Cominciamo a fare i conti con le unioni civili, “Puoi baciare lo sposo”.

metti la nonna in freezer

Il comico come lente socio-antropologica del presente, ma anche fotografia dei gusti e delle pratiche industriali. Se “Sconnessi” è la (brutta) degenerazione di “Perfetti sconosciuti”, “Benedetta follia” la conferma di un solido legame tra l’icona-Verdone e la sua generazione ed  “Il vegetale” un probabile (e definitivo?) fallimento della creazione di nuovi pubblici, “Metti la nonna in freezer” è un film contemporaneamente figlio di formule consolidate e tutto da codificare. Soprattutto in relazione all’effetto che avrà sull’ampia fascia di pubblico che l’opera ha l’ambizione di conquistare.

Cocktail audace ed onestà pop

La commedia è un genere molto elastico, aperto a svariate declinazioni. Ciò che salta subito all’occhio nell’esordio della coppia esplosa sul web Stasi-Fontana è la stratificazione, l’accumulo, la combinazione di “generi”. Dark-comedy, commedia sentimentale, poliziesco, giallo sono le acque in cui ha sguazzato l’esperto sceneggiatore Bonifacci, coautore dell’ammirevole women comedy “Amiche da morire” (di cui “Metti la nonna in freezer” è parzialmente figlia-sorella). Il trio Leone-Ocone-Rocco, delle “Ghostbusters” versione 2016, come efficientissimo motore dell’umorismo nero. Ma soprattutto dell’umorismo. L’opera non rinuncia mai alla sua natura, alla sua “mission” condivisa anche col campione Checco Zalone, ovvero far pagare un biglietto in cambio di risate assicurate. Niente di più, niente di meno.

metti la nonna in freezer

Ed è per questo che a “Metti la nonna in freezer” perdoniamo tutto. Qualche gag un filino allungata, ma ci sta. Uno scioglimento finale del plot meno forte delle aspettative efficacemente costruite, un montaggio alla Edgar Wright che aveva scatenato l’ira dei cinefiletti con la puzza sotto il naso in “AFMV”, qualche rallenti insistito… Il film non è perfetto ma non rinuncia mai ai piaceri del miglior cinema commerciale. Quello che gioca maliziosamente coi nostri desideri e che non si vergogna della sua natura pop. Quello che comprende il nostro piacere di osservare, di sbirciare i personaggi con lo stesso interesse prestato alla più ampia vicenda in cui sono inseriti. Nascondere segreti e fragilità, superare le proprie paure, fare l’amore dopo anni. Leone-De Luigi sono una splendida coppia degli opposti che abbiamo la soddisfazione di vedere crescere, avvolti da una fauna di personaggi secondari archetipici ma funzionali.

L’arte dei corpi comici

Risata macabra e sentimentalismo giocoso sarebbero però ben poca cosa se non fossero sorretti da un cast azzeccato come questo. E soprattutto da un utilizzo del cast, delle storie, dei fantasmi dell’immaginario che gli stessi attori si portano inevitabilmente dietro. Il lavoro in termini di scrittura, trucco, costumi accompagna e rielabora interpreti affermati-codificati (De Luigi), maschere e caratteristi (Ocone-Rocco) e star da lanciare (Leone).

metti la nonna in freezer

 

Ma quante cose sa fare Miriam Leone? E’ sexy e divertente. Intimorisce e mette a proprio agio. E’ antica e moderna. E’ solare e vampiresca. Chiamata alla sua prima vera prova su grande schermo da mattatrice della scena, si esibisce in una prova che avrebbe senz’altro divertito Peter Sellers. E’ una donna che ha continuamente bisogno di recitare, di andare in scena, di compiere attività trasformiste per raggiungere il proprio obiettivo. Travestimenti su travestimenti, gag su gag, la Leone si dimostra un’attrice estremamente competente, un cavallo su cui il nostro Cinema non potrà che puntare nel corso degli anni.

metti la nonna in freezer

E poi c’è il veterano. De Luigi e i suoi tic, la sua posizione di vittima, i mille pasticci… Ci sono, sia chiaro, ma sono utilizzati per un personaggio clamorosamente singolare all’interno del Cinema italiano. Come Kevin Costner ne “Gli intoccabili” era la dimostrazione che al Cinema anche la legalità può essere fortemente sensuale per lo spettatore, qui De Luigi riesce ad erotizzare la legge. Giacca e cravatta, no grazie. Maglietta sporca da divano, nemmeno. L’amato comico diventa sprint come non mai, con convinzioni di ferro, colmo di tenere fragilità e pronto all’azione. Sia per i divertentissimi arresti, sia per conquistare una donna.

Può De Luigi riuscire ad incarnare il lato sensuale della legge, purtroppo laddove il poliziotto interpretato da Biagio Izzo ne “I peggiori” aveva fallito? Il box office avrà modo di mandarci chiari segnali.

Commento finale:

“Metti la nonna in freezer” è una commedia divertente, ben recitata e peculiare nel panorama cinematografico italiano. Gioca coi suoi attori con una disciplina dell’intrattenimento molto americana, a cui unisce toni più concilianti tipicamente italiani. Una super operazione che merita di essere premiata e sostenuta.

Recensione di: Lorenzo Re

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7.5

Buono

Pro

  • Intrigante alchimia di registri drammatici
  • Risate assicurate
  • Attori bravissimi e personaggi adorabili

contro

  • Qualche gag troppo lunga
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