l'ora più buia

7.3

L’ora più buia

Regista

Joe Wright

cast

Gary Oldman, Ronald Pickup, Lily James, Ben Mendelsohn

sceneggiatore

Anthony McCarten

produttore

Helicopter Film Services, Working Title Films

durata

125 minuti

Offerte
Data di uscita

18 gennaio 2018

L’ora più buia. Joe Wright porta alla luce il miglior film su Winston Churchill, accompagnato dalla miglior perfomance di Gary Oldman. 

l'ora più buia

 

Un altro Biopic, un’altra storia da raccontare

Ormai in questi anni il cinema è sommerso da Biopic di ogni tipo. Si possono citare “A Beautiful Mind” fino al più recente “The Imitation Game” di Morten Tyldum. Ma questa quantità non è bastata a fermare Joe Wright, regista di “Orgoglio e pregiuzio”, “Il solista”, “Espiazione”. Il regista inglese prende le redini del momento più oscuro per l’Inghilterra durante la seconda guerra mondiale, nel 1940.
Un momento nel quale il primo ministro Neville Chamberlain rassegna le dimissioni dopo l’invasione della Norvegia da parte della Germania nazista.
Subentra così Winston Churchill, interpretato da un Gary Oldman che non si era mai visto così prima d’ora, quasi irriconoscibile.

Gary Oldman e il suo Churchill

Sia l’interpretazione, sia l’efficace trucco sono gli elementi chiave che porteranno molto probabilmente Oldman alla vittoria ai prossimi Academy Award.
L’attore britannico incarna il più grande Churchill che si sia mai visto su schermo, con il carisma che lo ha contraddistinto dagli altri attori politici nella storia della politica inglese.
Il Churchill di Oldman biascica, ed è simpaticamente rozzo nei momenti strettamente personali con moglie o con altri parenti, ma riesce a contrapporre questo suo carattere con il suo stato d’animo in difficoltà per la pressione della guerra.
Tutti questi elementi potrebbero portare a un giudizio in parte negativo sul personaggio, essendo un po’ troppo caricaturale. Ma se lo si contestualizza in un genere cinematografico dove il protagonista è il fulcro della pellicola, si potrebbe dire che il personaggio interpretato da Gary Oldman sia uno dei migliori mai visti al cinema.

Il ruolo essenziale del trucco

Parlando di interpretazione non si può non menzionare il trucco apportato sull’attore. Il lavoro svolto da Heather Manson e Kazuhiro Tsuji gioca un ruolo essenziale nell’immedesimazione con il protagonista.
I due truccatori riescono nell’ardua impresa di prendere letteralmente la faccia di Winston Churchill e fonderla con Oldman, restituendo uno spettacolo per gli occhi per gli aspiranti truccatori e gli spettatori.
Questo fattore merita senza dubbio un merito a parte.

l'ora più buia
L’incredibile trasformazione di Gary Oldman (in mezzo il vero Winston Churchill)

Da contrappeso

Non c’è solo la regia di Wright. La fotografia scura e a tratti deprimente gioca un ruolo essenziale nella pellicola, simbolo dell’ora più buia non solo per il Regno Unito, ma anche dello stato d’animo per il Premier inglese. Churchill si ritrova in una situazione tragica per la quale occorre che egli diventi un contrappeso tra due possibili vie.
La prima è la resa con relativo trattato di pace con la Germania Nazista che sembra invincibile sotto ogni aspetto.
L’altra via è il continuare a combattere “sui mari, sulle spiagge, sui luoghi di sbarco, sui campi e sulle strade, sulle colline”.
Curioso come il film (uscita negli USA nel 2017) si colleghi con il film di Christopher Nolan “Dunkirk”, uscito anch’esso nelle sale l’anno scorso.

Un uomo solo contro tutti

Spesso si nota nelle locandine e nei trailer il Premier inglese circondato dalle persone più care a lui o con le quali nutre fiducia. Nel film di Wright tutto ciò rappresenta un illusorio contorno, essendo Churchill in realtà un uomo solo nelle ore determinanti per il susseguirsi degli eventi della guerra. Un uomo che deve affrontare le difficoltà lasciategli in mano, dove il suo particolare carattere sembra non bastare.
“L’ora più buia” potrebbe essere inteso anche come un film sulla ricerca.
Una ricerca che riguarda quella fiducia e quella forza che occorrono per poter esercitare al meglio il potere e le proprie speranze per la salvaguardia della libertà del proprio paese. Una fiducia che può forse essere trovata, se non all’interno della politica inglese, tra il popolo. D’altronde, Churchill stesso definì in passato il populismo stesso come un fenomeno sociale e politico che potrebbe giovare alle istituzioni.

l'ora più buia

Commento Finale

“L’ora più buia” è un buon film che riesce a mostrare, in maniera elegante, il lato più delicato di un paese e del suo condottiero. Pur non trattandosi di un film rivoluzionario per il genere, sicuramente riesce a sorprendere per la qualità attoriale che lo circonda, e che regala momenti di interpretazione pura.

Recensione di: Alessandro Vitale Lollo 

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7.5

Buono

Pro

  • Un Gary Oldman mai visto prima. Da Oscar
  • Ottima scorrevolezza del film
  • Ottima regia e fotografia
  • Trucco superbo

contro

  • Il personaggio per alcuni potrebbe risultare un po' troppo caricaturale
  • L'argomento trattato non è uno dei più originali
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