l'insulto

8.1

L’insulto

Regista

Ziad Doueiri

Genere

Drammatico

cast

Adel Karam, Kamel El Basha, Camille Salameh, Diamand Bou Abboud

sceneggiatore

Ziad Doueiri, Joelle Touma

produttore

durata

110 minuti

Offerte
Data di uscita

6 dicembre 2017

L’insulto. Il film rappresentante il Libano per gli Oscar 2018 è arrivato in sala. Ecco la nostra recensione. 

l'insulto

Dal Libano a Venezia

Può un episodio banale, avvenuto in brevissimo tempo con l’accompagnamento di uno o due insulti diventare un caso nazionale o internazionale? Il regista Ziad Doueiri, precedentemente assistente di Quentin Tarantino per “Pulp Fiction”, ce lo conferma e ce lo mostra direttamente.
Presentato all’ultimo festival di Venezia, e vincitore della Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile a Kamel El Basha, “L’insulto” è un racconto che inizialmente sembra riguardare una lite privata tra due individui di etnia diversa, per poi sfociare in un qualcosa di ben più grosso.

l'insulto

Dal privato al nazionale

Una banale lite per un tubo non in regola tra il signor Tony Hanna e il capocantiere Yasser Abdallah Salameh sfocerà in un caso mediatico a sfondo nazionale. Il film, sfruttando un episodio realmente accaduto al regista e alla situazione politico-sociale del suo paese, è testimone di come oramai la tematica della mediatizzazione sia diventata un fenomeno socio-strutturale nel mondo contemporaneo di oggi.
Ad accompagnarla ci sono anche soprattutto elementi politici- religiosi, fulcro degli scontri e delle tensioni tra i palestinesi e i cristiani. I protagonisti rientrano in queste due categorie, evidenziando come ancora non si sia riuscito ad arrestare una guerra.
Una guerra che sembrava effettivamente chiuso in passato, e che si ripercuote sul presente, e quindi anche sul futuro delle popolazioni di quei paesi.
Una guerra che assume nei giorni nostri uno stampo di tipo sociale.

l'insulto

La regia di Doueiri

“Brutto stronzo!”

“Ariel Sharon avrebbe dovuto sterminarvi tutti quanti!”

Così il regista Ziad Doueiri, arrestato dopo il suo ritorno dal Festival di Venezia con l’accusa di aver collaborato con il “nemico”, da inizio a tutto. Con profonda attenzione, il regista libanese pone la lente d’ingrandimento soprattutto sugli schieramenti che accompagnano i due personaggi singoli. Da una parte vediamo i cristiani con Tonny Hanna, e dall’altra i palestinesi con Yasser Abdallah Salameh.
Questi due pilastri saranno le conseguenze che i due personaggi scateneranno involontariamente mediante i processi nei tribunali, con atti di vandalismo verso soprattutto Tonny Hanna, marito e padre di famiglia che teme per la sua vita e famiglia.
La macchina da presa segue con dinamicità i personaggi che si “sfideranno” in tribunale, il vero campo da battaglia da dove nasce e finirà tutto, accompagnati da un ottimo montaggio. L’inseguimento di una scala di suspense crescente è il fulcro del film, rendendo però meno le caratterizzazioni e gli studi di alcuni personaggi, come per esempio le due mogli dei rispettivi avversari, che risultano piatte e che con una scrittura più concentrata sarebbero potute essere più sviluppate.

l'insulto
Adel Karam e Kamel El Basha in una scena del film

 

Commento Finale

“L’insulto” può essere inteso forse come un film fatto apposta per poter compiacere i vertici dei grandi festival del cinema, date le tematiche trattate. Ma al contrario di altri film, il film di Ziad globalizza efficacemente, nei termini corretti, un fenomeno.
Un fenomeno che affligge due schieramenti ben distinti e ancora in conflitto tra loro, senza mai generalizzare banalmente i temi presenti nella pellicola. Il film, probabilmente candidato ai prossimi Oscar, potrebbe essere quello favorito, ma dovrà fare i conti con altri grandi film internazionali.

Recensione di: Alessandro Vitale Lollo

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8

Ottimo

Pro

  • Ottima regia e sviluppo del film
  • Ottime interpretazioni
  • Tematiche difficili ben gestite

contro

  • Alcuni personaggi potevano essere scritti meglio
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