Le Guerre Horrende

Regista

Luca Immesi, Giulia Brazzale

cast

Livio Pacella, Désirée Giorgetti, Dario Leone, Milton Welsh, Cosimo Cinieri, Anna Bonasso, Fabio Benetti, Simone Longo, Patrizia Laquidara, Francesca Arri, Beatrice Zen

sceneggiatore

Livio Pacella, Luca Immesi, Giulia Brazzale

produttore

Esperimentocinema, produttori associati Paolo Sardi e Lorenzo Carvelli

durata

76 min

Offerte
Data di uscita

La vicenda racconta lo straordinario incontro di tre singolari personaggi: il Capitano, ragazzo del '99, eccentrico reduce della Grande Guerra e del secondo conflitto mondiale, ritiratosi a vivere in un misterioso bosco con il suo vecchio carrozzone da circo, insieme ad un giovane e strambo scudiero. I due trascorrono tutto il tempo a narrare ed inscenare epiche battaglie, avendo per pubblico animali ed insetti immaginari. Le storie raccontano ora di comici lamenti funebri, ora di stravaganti guerre tra formiche e mosche. In questa atmosfera fiabesca, l'arrivo di un giovane paracadutista ferito e privo di memoria, spezza il legame tra il Capitano e lo Scudiero, in un crescendo di conflitti, tensioni e colpi di scena

Le guerre horrende. Un imprevedibile e surreale racconto sulla Guerra.

Giulia Brazzale e Luca Immesi  tornano alla regia, dopo l esordio di “Ritual – Una storia psicomagica”, con “Le guerre horrende”: una commedia fantastica che con un particolarissimo linguaggio a tratti grottesco e di ispirazione teatrale, indaga il tema degli orrori della guerra.

Il film è liberamente tratto dall’omonima pièce di Pino Costalunga (“Le guerre orrende”, 1997) e ruota intorno l’incontro surreale tra tre bizzarri personaggi: il Capitano, reduce dei due conflitti mondiali, il suo assistente lo Scudiero e un soldato vittima di una totale amnesia.

Un passato difficile da dimenticare

Già dai primi secondi “Le guerre horrende” si mostra nella sua eleganza di immagini, colori, composizione e musica. Siamo su una collina dell’alto vicentino, circondata dal bosco e al centro della quale si erge, maestoso, un albero secolare.

In questa atmosfera fiabesca lo Scudiero (interpretato da Dèsirèe Giorgetti) corre verso un carrozzone da circo rosso; a svegliare il Capitano (Livio Pacella), che sta avendo il suo ricorrente incubo.

Il Capitano e lo Scudiero, come ogni mattina raccontano e recitano scene di guerra agli insetti che popolano la collina.

Il Capitano ha un triste passato che racconta e rievoca ossessivamente: il padre è stato brutalmente ucciso ed egli è reduce di entrambe le guerre mondiali e di una triste storia d’amore.

Più misterioso è il personaggio dello Scudiero, una donna che però parla di sé al maschile, che sembra essere in sintonia con il Capitano insieme al quale racconta le storie.

La loro quotidianità viene improvvisamente turbata quando un soldato (Dario Leone) atterra con il paracadute nel bosco e viene trovato dai due. Il soldato è vittima di amnesia ed ha come desiderio quello di lasciare il bosco e lo strambo Capitano il prima possibile.

La Guerra (h)orrenda e universale

Quando il Capitano racconta le sue storie sulle guerre tra insetti, mosche contro formiche, suscita risate nel soldato che reputa divertenti, quasi ridicole queste storie. Il Capitano, proprio in questa occasione gli fa notare che non esistono guerre ridicole o divertenti ma che  tutte le guerre sono orrende.

Non a caso “Le guerre horrende” è il titolo del film.
“Horrende” perché prende spunto da una frase di Machiavelli in riferimento alle Grandi Guerre d’Italia, il termine, inteso in senso più ampio, significa non solo orrendo ma anche anche grande ed imponente.  Grandi infatti sono la Prima Guerra Mondiale (“La Grande Guerra”) e la Seconda, che spesso sono evocate nel film, sopratutto dal capitano che ha vissuto entrambe.

Sebbene siano questi due conflitti più spesso citati nella vicenda il film cerca, e riesce a, cogliere l’universalità del dramma. Varie guerre , varie storie e anche vicende individuali si mescolano tra loro; i confini tra i vari conflitti crollano e anche le scene oniriche, i pensieri e i ricordi dei personaggi si fondono tra loro e  si rivela man mano una sorta di inconscio in comune, un ricordo traumatico di un unica grande guerra.
Uno stile narrativo che fa un po’ pensare ai film e ai personaggi amnesici del primo Resnais.


Una fusione di cinema, teatro e poesia 

Il linguaggio cinematografico si contamina con quello teatrale non solo per l’ispirazione dal testo di Costalunga. I due personaggi principali, lo scudiero e il capitano, allestiscono ogni giorno i loro piccoli spettacoli recitando e interpretando diversi ruoli, inoltre spesso il loro modo di parlare, di evocare dei ricordi appare come una declamazione.

Il film attinge anche al linguaggio poetico. Più di una volta, nel corso del film i personaggi si trovano a recitare versi delle poesie Folegno, Pessoa, Apollinaire e altri.

Il cast 

A livello tecnico il film è molto interessante nella sua semplicità: la fotografia (di Ivo Lucchin) valorizza la luce e la natura dei luoghi in cui è stato girato, molto interessante anche il lavoro  sulla musica: i brani di musica classica sono montati in modo da dialogare con i protagonisti in uno scambio interessante di musica e azioni.

Il lavoro di montaggio è altrettanto ammirevole in particolare durante le scene oniriche. In particolare il modo in cui viene usato per raccontare le storie dei  personaggi secondari , i registi (che sono anche i montatori del film) riescono a raccontarci le storie di questi ultimi, tramite l’uso del montaggio, sebbene essi siano sostanzialmente immobili, come se fossero figure tratte da fotografie di guerra.

Una nota di merito anche alla recitazione in particolare agli interpreti principali che (come anche nelle loro carriere) si muovono con destrezza tra recitazione “teatrale” e “cinematografica”.
Nel cast figurano Livio Pacella, attore, regista teatrale e drammaturgo che ha anche collaborato alla stesura della sceneggiatura. Dèsirèe Giorgetti è un’attrice sia teatrale che cinematografica ed ha recitato anche nel film di esordio di Brazzale e Immesi, “Ritual – Una storia psicomagica”.  Nel cast compare anche, nel luogo del Generale, Cosimo Cinieri, attore e regista teatrale.

Un film che cerca di comunicare con tutti 

Ulteriore punto a favore del film: la sua breve e giusta durata; con un tema così importante c’è sempre il rischio di voler dire troppo, più di quanto non possa tenere incollato il pubblico allo schermo. Rischio che i registi  hanno evitato regalandoci 76 minuti di film tutti fondamentali e intensi.

Come ci insegna il Capitano si può parlare di guerra a tutti, anche alle mosche e alle formiche.
Il film è ambientato in Veneto, scenario di molti drammatici episodi durante le Guerre Mondiali, e alcune battute dei personaggi sono recitate in dialetto. Nonostante ciò il film riesce a superare anche questi confini territoriali e comunicare con tutti.

 

Commento finale: 

Film assolutamente consigliato, “Le guerre horrende” racconta con originalità e energia un tema delicato ed importante. La narrazione e i personaggi sono coinvolgenti ed è difficile staccare gli occhi da questo surreale e bellissimo film!

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8

Ottimo

Pro

  • racconto e personaggi misteriosi ed intriganti
  • durata perfetta
  • ottimo cast tecnico ed artistico

contro

  • probabilmente meritava maggiore pubblicità , inoltre il trailer non è accattivante
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