La Ruota delle Meraviglie

6,1

La Ruota delle Meraviglie

Regista

Woody Allen

cast

Jim Belushi, Juno Temple, Justin Timberlake, Kate Winslet

sceneggiatore

Woody Allen

produttore

Letty Aronson, Erika Aronson, Edward Walson

durata

101 minuti

Offerte
Data di uscita

13 Dicembre 2017

Coney Island, 1950, le vite di quattro personaggi si intrecciano ai piedi della celebre ruota panoramica costruita negli anni venti.La malinconica Ginny (Kate Winslet), ex attrice emotivamente instabile, ora cameriera presso un modesto ristorante di pesce; suo marito Humpty (Jim Belushi), rozzo manovratore di giostre; il giovane Mickey (Justin Timberlake), un bagnino di bell'aspetto che coltiva aspirazioni da commediografo; e la ribelle Carolina (Juno Temple), la figlia che Humpty non ha visto per molto tempo e che ora è costretta a nascondersi nell'appartamento del padre per sfuggire a un gruppo di spietati gangster che le dà la caccia.

La Ruota delle Meraviglie. Allen ritorna un anno dopo “Café Society” sul grande schermo. Poche novità immerse in una luce meravigliosa.

La Ruota delle Meraviglie

Woody Allen e il sodalizio con New York sembra essere una di quelle storie d’amore che non avranno mai fine. Dagli esordi negli anni 60′ fino ad oggi il regista statunitense ha esplorato ogni angolo della Grande Mela. I suoi personaggi, i loro vizi e le loro virtù hanno da sempre decorato una delle città più incantevoli del mondo. Oggi, un anno dopo il night club di Bob in “Café Society”, Allen ritorna mostrandoci una delle sue storie a Coney Island, celebre vecchio lunapark di New York. Qui, sotto la luminosa ed imponente Wonder Wheel, si intrecciano le vicende amorose di quattro personaggi.

Different place, same story

“La Ruota delle Meraviglie” è una tragedia alla Woody Allen che ormai da anni ci abitua a trame poco originali. Si inizia con la voce narrante di Mickey (Justin Timberlake) che narra le vicende di un’estate a Coney Island. Ginny (Kate Winslet) cameriera affranta dalla vita cerca rifugio in una relazione extraconiugale con il bel bagnino Mickey. Ginny ritrova in lui l’entusiasmo che aveva perso nella sua vita, la voglia di sognare, di evadere da un matrimonio obbligato con l’ex-alcolista Humpty (Jim Belushi). Ma la sua favola è interrotta dalla seducente Carolina (Juno Temple) figlia di Humpty che sfuggendo dalla persecuzione degli scagnozzi dell’ex-marito gangster trova protezione sotto l’ala del proprio padre.

La Ruota delle Meraviglie

Una storia di intrecci amorosi tipica di Allen che mostra quanto l’essere umano sia un animale fragile davanti alle proprie passioni. L’amore incontrollato di Mickey ruota tra la folle esasperazione di Ginny e l’innocente ingenuità di Carolina. Intrecci amorosi che abbiamo già potuto notare in film come “Match Point”, e il recente “Café Society” del regista newyorkese. Ogni volta abbiamo personaggi e luoghi differenti, ma il marchio di fabbrica è sempre il medesimo. I rapporti d’amore di Allen sono angoscianti, e quasi sempre sfociano in conflitti passionali.

Allen dirige, Storaro illumina

Seconda collaborazione di fila per il duo Allen-Storaro. Vittorio Storaro dopo “Café Society” torna a strabiliare anche ne “La Ruota delle Meraviglie”. Un elemento che balza subito all’occhio nei 101 minuti è come Storaro sia in grado si eseguire sullo schermo una fantastica rotazione luminosa garantita dalla presenza della Wonder Wheel. In ogni scena ambientata nei pressi de la ruota delle meraviglie infatti vediamo come i personaggi di Ginny e Carolina siano illuminate da due tonalità cromatiche differenti.

La Ruota delle Meraviglie

Ginny è spesso caratterizzata da una luce calda tendente all’arancio che mostra, come dice Storaro, il suo attaccamento al passato. Carolina invece è immersa in una luce blu rilassante tipica di quell’ora magica quando tramonta il sole e spunta la luna. Ma nel film si nota come queste due tonalità vadano a mescolarsi, roteando sui visi delle donne. Storaro traduce in linguaggio luminoso la sceneggiatura di Allen, mettendo in risalto la fisiologia del colore. Un colore che enfatizza la teatralità di questa tragedia, e che si sposa con la rotazione sentimentale dei personaggi.

Un cast azzeccato, CGI suggestiva

Non è nemmeno una novità il fatto che Woody Allen si circondi di attori molto bravi. Kate Winslet interpreta in modo magistrale la stanca e affranta Ginny che perde nervosamente il controllo sulla sua vita. La Winslet si trasforma da moglie in crisi ad amante sognatrice, ma i suoi sogni scompaiono come la sua lucidità. Jim Belushi, a volte sottovalutato, da vita ad un’interpretazione memorabile del rozzo Humpty che tra un bofonchio e l’altro, costruisce un personaggio fragile ma in grado di reagire alle disgrazie. Justin Timberlake e Juno Temple si inseriscono in questa vicenda in maniera superlativa. Entrambi fisicamente perfetti per gli anni 50′ (come afferma la costumista Suzy Benzinger), danno un tocco di magia alla pellicola che si coglie nei loro romantici sguardi.

La Ruota delle Meraviglie

Ottimi personaggi immersi in una Coney Island ricreata alla perfezione dal team della Brainstorm Digital. Il lungomare, i chioschi, le cabine e tutte le giostre dell’epoca sono state realizzate con effetti visivi foto-realistici che contribuiscono a farci assaporare un pezzo di una New York che oggi non esiste più. Richard Friedlander integra il proprio lavoro sui VFX con la fotografia di Storaro creando un mondo virtuale all’altezza della luce sul set. Un mondo che mantiene le sature tinte dell’epoca tinteggiate da tagli di luce incedibili.

La Ruota delle Meraviglie

Commento Finale

Se non fosse per l’apporto considerevole che la fotografia di Vittorio Storaro conferisce al film, “La Ruota delle Meraviglie” sarebbe l’ennesima tragedia uguale alle altre di Woody Allen. E’ anche vero che il cast, dal sudicio Jim Belushi fino al piromane Jack Gore, fa decisamente una bella figura. Ma una storia che si ripete è una storia che annoia. Il marchio di fabbrica tragi-comico di Allen ormai è come una sorta di tradizione che ogni Dicembre si ripete. Chi apprezza il regista, e le sue sceneggiature godrà nel vedere , ma chi vuole qualcosa di alternativo e di interessante non è questo il film da andare a vedere in sala.

Recensione di: Roberto Fazza

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7

Buono

Pro

  • Una fotografia molto particolare
  • L'intero cast recita piuttosto bene
  • Le ambientazioni anni 50' in CGI

contro

  • Niente di nuovo, solita storia alla Woody Allen
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