Vizio

8.2

Il Vizio della Speranza

Regista

Edoardo De Angelis

Genere

Drammatico

cast

Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio

sceneggiatore

Umberto Contarello, Edoardo De Angelis

produttore

Tramp Ltd., O' Groove, Medusa Film

durata

96 minuti

Offerte
Data di uscita

22 Novembre 2018

Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata. Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi, Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine. È proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa. Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni.

#RomaFF13: Il Vizio della Speranza, una nuova fiaba di Edoardo De Angelis in un mondo disastrato.

Vizio

“Dal letame nascono i fiori”. E’ da questa base che Edoardo De Angelis, negli ultimi anni, sta imbastendo una cifra stilistica di grande valore. Questa sua attrazione verso la decadenza, verso i rifiuti, questi posti umidicci e dissestati raramente si può evidenziare nel panorama del cinema italiano contemporaneo. In ogni suo film, si riesce a percepire la fanghiglia, lo sporco, l’umidità, rifiuti di vario tipo (da bottiglie di plastica di qualsiasi marca a profilattici usati) che molto spesso rispecchiano anche l’animo dei personaggi che popolano i suoi film. Personaggi di un’Italia che non esiste, in cui non ci sono monumenti, ridotta ad essere un mondo disastrato.

Volturno post-apocalittico

Vizio

Il mondo rappresentato da De Angelis sembra quasi un futuro post-atomico e, come Garrone, progressivamente nella sua filmografia, De Angelis riesce a regalare a questo mondo disastrato, tanto fisicamente quanto socialmente, squarci pittorici stilisticamente raffinati e ricchi. In una delle parti di questo bellissimo “Il Vizio della Speranza”, quando una barca approda a Castel Volturno, la sequenza in notturna un po’ rischiarata dalla scritta “Volturno” al neon rosso non può che far ricordare alcuni quadri di Hopper.

Per non parlare poi delle inquadrature che riserva per il cibo. Per come inquadra degli gnocchi al ragù che vengono serviti in diversi piatti, per come inquadra il pollo alla griglia o le patate al forno. In egual misura, De Angelis riesce ad inquadrare egregiamente sprazzi dettagliati di umanità e di disumanità. Per non parlare poi dei dettagli del corpo. Da capezzoli rimossi a causa di un tumore al seno sino a dita ornate da molti anelli d’oro.

L’importanza del corpo

Vizio

Ma soprattutto il corpo di Maria, la protagonista (meravigliosamente interpretata da Pina Turco), la quale vive un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, a traghettare donne incinte in un giro “gangsteristico” gestito da una donna ricca, nichilista e attempata, Zi Marì. Questa esistenza procede finché il corpo, appunto, di Maria non diventa un motore rivoluzionario, qualcosa che innesca la volontà nell’animo della giovine di sovvertire l’ordine costituito. In modo tale da poter rinascere in una nuova vita, assieme a suo figlio, prossimo alla nascita.

Un nuovo microcosmo di persone disperate per una nuova fiaba, come “Indivisibili”, volta al concetto di “resistenza”. Se in quel caso si legava alla fratellanza, “Il Vizio della Speranza “ lega questo concetto sicuramente alla gravidanza. Quest’ultima un input per poter cambiare un’esistenza completamente senza futuro e volta alla reiterata azione che Maria deve fare per ordine della “gioiellata” Zi Marì.

La gravidanza è un modo che permette a Maria di esistere, di vivere, di sperare per quella bella ferita di essere degli esseri umani ma soprattutto donne e madri nel caso di Maria.

Altra nota interessante d’accennare: finalmente un film italiano che concede tantissimo spazio alle donne. E quest’ultime permettono di dare un minimo di lucentezza in questo mondo disastrato. Tanto Maria quanto la Zi Marì di Marina Confalone, con le loro idee, le loro caratterizzazioni ed i loro atteggiamenti, sono personaggi scritti benissimo così come le altre personalità femminili.

Commento Finale:

Il nuovo film di De Angelis avvicenda squarci pittorici di estrema cifra stilistica a stralci di vita umana disastrati ed ancorati alla speranza di poter cambiare il proprio corso esistenziale.

Recensione di Ettore Dalla Zanna

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Nove film che vi strapperanno il cuore

Nove film intollerabilmente tristi scelti per voi "La vita è bella forse solo per Benigni, perchè la vita si sa,…

Primo footage di Bumblebee: promette bene!

Un primo sguardo all' atteso Bumblebee in anteprima Presso il Lucca Comics & Games 2018, la mattina di sabato 3…

Netflix and Kill – Zodiac

Zodiac. Un killer tra lettere e misteri. Tra il 1968 e il 1969, la California settentrionale fu sconvolta da delitti…
Stan Lee

Stan Lee e la forza dell’immaginazione

L'omaggio a Stan Lee, il fautore del grande successo della Marvel, la Casa delle Idee. "Supereroi con superproblemi" Un uomo.…
Halloween

Halloween (1978): La nascita del Mito di Michael Myers

In occasione del quarantesimo anniversario del capolavoro di John Carpenter, ecco lo speciale dedicato al film a cura di Ettore…

8.5

Ottimo

Pro

  • La regia di Edoardo De Angelis
  • Le musiche di Enzo Avitabile
  • Le donne primeggiano ed hanno personaggi scritti meravigliosamente

contro

  • Alcuni dialoghi un po' imbarazzanti.
Vai alla barra degli strumenti