7.3

Il ritorno di Mary Poppins

Regista

Rob Marshall

cast

Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Colin Firth, Meryl Streep

sceneggiatore

David Magee

produttore

Walt Disney Pictures, John DeLuca, Rob Marshall, Marc Platt

durata

130 min

Offerte
Data di uscita

20 dicembre 2018

Il ritorno di Mary Poppins. Dopo il cult del 1964, ecco il sequel, ma sarà all’altezza del suo predecessore?

Il ritorno di Mary Poppins

Dopo ben 54 anni, eccoci pronti a tornare, nel fantastico mondo magico di Mary Poppins, i personaggi sono cresciuti o talvolta ne vediamo degli altri, che però allo stesso modo, viaggeranno ed avranno a che fare, con questa donna, sempre pronta ad aprire la sua borsa piena di sovrannaturale.

Si tratta di un secondo capitolo che suscita interesse, o ci troviamo davanti ad una semplice manovra di marketing?

Il ritorno di Mary Poppins

Lla Disney è un’azienda, e pertanto mira, come tutte le aziende, a incassare.

Questo progetto, a prima vista l’ideale per poter arrivare ai fan di vecchia data ed avvicinare al tempo stesso i bambini odierni, parrebbe di conseguenza garanzia di ottenere un facile guadagno.

Certamente questo succederà. Ma il lavoro che è stato fatto, certamente di qualità, non resterà nella storia del cinema come avvenne con il primo capitolo. Se non altro, l’atmosfera che ci si aspetta di trovare da questo prodotto c’è, e la si percepisce completamente.

Fin dall’inizio veniamo catapultati in questo mondo ovattato, un luogo in cui tutto è possibile, i sogni diventano realtà e la magia plausibile.

Lo si può ritenere un musical o le canzoni non sono così preponderanti?

Il ritorno di Mary Poppins

Le musiche, che riempiono decisamente la pellicola quanto nel primo film, sono carine e sul momento danno la giusta atmosfera, ma non sono di certo calzanti e memorabili come quelle del predecessore, che ancora oggi chiunque saprebbe canticchiare a memoria o quasi.

Inoltre, mi sento di sottolineare vari errori nel doppiaggio e nell’adattamento dei testi italiani. Quello che stona maggiormente, in una canzone verso il finale, contiene persino degli errori a livello grammaticale…

Approfondiamo per un attimo, la parte tecnica e visiva…

Il ritorno di Mary Poppins

Il punto di forza principale del film è l’aspetto visivo: la CGI è curata e troviamo una parte animata in 2D magnifica, sicuramente ben inserita, proprio come citazione, della medesima scena nel suo prequel.

D’altro canto però, l’innovazione che portò Mary Poppins al genere di appartenenza, sotto vari aspetti, qui viene a mancare toalmente. Questo sequel ricalca le stesse tecniche, la stessa essenza a livello di trama e di momenti peculiari, limitandosi ad apportare solo qualche piccola modifica. Sarà abbastanza?

A livello attoriale, è reso al meglio?

Il ritorno di Mary Poppins

Eccoci forse alla nota più dolente: le interpretazioni.

Emily Blunt, straordinaria attrice, qui viene chiamata ad immedesimarsi in un personaggio talmente iconico che il confronto con Julie Andrews è inevitabile. E la Blunt, purtroppom ne esce sconfitta. Mary non trasmette più la sua bontà celata dietro a modi un po’ severi, né gli occhi pieni di amore o, ancora, il solo sorriso della Andrews. Insomma, non diremo oltre del casting effettuato per questo ruolo.

Per non parlare del lampionaio Jack, interpretato da Lin Manuel Miranda, che dovrebbe sostituire lo straordinario spazzacamino Bert di Dick Van Dyke, ma che non ci si avvicina neanche lontanamente.

Commento finale:

Cos’è dunque questo “Il ritorno di Mary Poppins”?

Sicuramente è un buon film di intrattenimento, che i bambini ameranno, perché attratti da canzoni, colori ed animazioni… Ma più passano i giorni, e più ci si accorge che il film ha lasciato molto poco al pubblico e che con il cult del ’64, proprio no, non può neanche provare a competere.

Recensione di: Lorenzo Usai.

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6.5

Okay

Pro

  • visivamente favoloso
  • atmosfera perfetta
  • messaggi anche se un po’ nascosti

contro

  • durata esagerata
  • caratterizzazione Mary Poppins
  • interpretazioni attoriali
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