6.4

IL GRINCH

Regista

Yarrow Cheney, Scott Mosier

cast

Benedict Cumberbatch (voce), Pharrell Williams (voce), Cameron Seely (voce)

sceneggiatore

Michael LeSieur, Tommy Swerdlow

produttore

Janet Healy, Christopher Meledandri

durata

86 min.

Offerte
Data di uscita

29/11/2018

Quando si sfrega le lunghe dita pelose e alza lo sguardo iniettato di cattiveria, gli abitanti di Chinonsò se la danno a gambe. Il "malefico" Grinch ama fare scherzetti e non si lascia intenerire da nessuno, nemmeno dal più tenero dei piccoli Nonsochi. Ma da dove salta fuori tutta questa cattiveria?

Il Grinch. Poca roba…

“Il Grinch” è un film d’animazione del 2018 diretto da Yarrow Cheney e Scott Mosier. Il film è un adattamento tratto da un racconto di Theodor Seuss Geisel alias Dr. Seuss. La casa d’animazione Illumination (creatrice della serie fortunata “Cattivissimo me” e “Minions”) propone un altro adattamento tratto dal mondo fantasioso del Dr. Seuss dopo “Lorax” del 2012. Ma com’è questo nuovo film?

Beviamoci sopra!

Il Grinch è nato dalla mente del Dr. Seuss come racconto per fanciulli. Un racconto del 1957 che parla del significato del Natale in maniera semplice e chiara. Viviamo nel 2018 e ormai i bambini sono cambiati, meno ingenui. Con Internet e le nuove tecnologie possono interagire con tutto ciò che li circonda. Un adattamento cinematografico dovrebbe avere sempre il compito di modernizzare e magari l’ardire di aggiungere qualcosa di nuovo per incantare ed emozionare le nuove generazioni…ma, purtroppo, questo non accade per varie ragioni…

Non regge il confronto…

Quando si parla de “Il Grinch” è naturale che venga da fare il confronto con il film live action del 2000 con Ron Howard alla regia e il magnifico Jim Carrey a interpretare il “mostro” verde. Il film di Howard funzionava perchè metteva in scena una comunità che poteva essere benissimo paragonata alla nostra. Non mancavano infatti le critiche al consumismo sfrenato, all’avarizia, alla falsa felicità, alla crisi dei valori familiari. Inoltre si parlava di cambiamento, ovvero il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, quel passaggio che prima o poi tocca a tutti. Questa nuova trasposizione, pensata sicuramente per un target più giovane, non riesce ad avere la stessa forza delle inquadrature messe in scena da Howard, e ciò rende il film abbastanza standardizzato, con una buona tecnica d’animazione ma poca sostanza…infatti il film non dice nulla che non sia stato già detto nell’altro adattamento.

Comicità troppo infantile…

Lo studio d’animazione Illumination è famoso per i suoi film ironici e a tratti demenziali, basti pensare a “Cattivissimo me” e i “Minions”, non solo, anche “Hop”, “Lorax” e “Pets” presentavano personaggi abbastanza suonati. La comicità, però, va saputa gestire e non sempre funziona per ogni contesto. L’ironia presente in questo film è davvero scialba e fuori luogo, talmente tanto da non far prendere sul serio i personaggi, che risultano, a volte, anche antipatici. I tempi comici e drammatici non vengono gestiti nel migliore dei modi, così avremo personaggi che compiono decisioni serie in alcune scene e in altre comportarsi in maniera idiota, snaturalizzandone così il carattere.

Una luce in fondo al tunnel…

Ma il film è così pessimo? No, per fortuna ci sono delle cose che si salvano. L’introspezione del Grinch funziona abbastanza bene, grazie ai flashback si  viene a conoscenza delle sue sofferenze, che giustificano il suo risentimento verso il Natale e verso i Nonsochi di Chinonso. Non male anche il rapporto d’amicizia e le gag tra il Grinch e il fedele cagnolino Max. Anche la tematica della comunità e dello spirito natalizio, che non risiede negli oggetti ma piuttosto nelle persone, vengono rappresentate abbastanza bene.

Commento finale:

“Il Grinch” è un film d’animazione tutto sommato guardabile, ha una regia dinamica, un buon ritmo narrativo e una timida allegoria al vero spirito natalizio. Non male la location del film, davvero ben caratterizzata. Un’animazione fluida che rimane ai livelli dei film precedenti. A parte il Grinch e le gag con Max il film scade in una comicità insulsa, presenta personaggi poco sviluppati e a tratti antipatici. E’ un film da contestualizzare, ovvero, se si fa il confronto con Il Grinch del 2000 non c’è paragone…ma se lo si contestualizza a film per bambini allora funziona piuttosto bene.

Recensione di: Giuseppe Fazio.

 

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6

Okay

Pro

  • Buon ritmo narrativo
  • regia dinamica
  • carino il concetto di comunità
  • Belli i flashback con il passato del Grinch
  • Buon lavoro di doppiaggio
  • molto bello il rapporto d'amicizia tra il Grinch e Max

contro

  • comicità puerile e banale
  • il film non aggiunge nulla di nuovo rispetto al film del 2000
  • pessima gestione dei tempi comici e drammatici
  • Personaggi poco sviluppati (a parte il Grinch)
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