7.6

Hereditary – Le Radici del male

Regista

Ari Aster

cast

Toni Collette, Milly Shapiro, Gabriel Byrne

sceneggiatore

Ari Aster

produttore

Gabriel Byrne

durata

2h 7min

Offerte
Data di uscita

25 Luglio 2018

Quando l’anziana Ellen muore, i suoi familiari cominciano lentamente a scoprire una serie di segreti oscuri e terrificanti sulla loro famiglia che li obbligherà ad affrontare il tragico destino che sembrano aver ereditato. Lo sceneggiatore e regista Ari Aster trasforma una tragedia famigliare in qualcosa di funesto e di profondamente inquietante, spingendo il genere horror su un nuovo terreno ancora più agghiacciante..

Hereditary – Le Radici del male. Tanto tuonò, ma piovve?

Hereditary, la,locandina

 

Negli ultimi mesi non si è parlato d’altro. Un film che ha collezionato un record di reazioni positive su RottenTomatoes e Metacritic (quanto questa cosa valga effettivamente, lo lascio decidere a chi legge) che è stato salutato come “L’Esorcista” di questa generazione e come uno dei film più paurosi degli ultimi vent’anni.
Ora, dopo tutto questo parlare, Hereditary è approdato nei cinema nostrani.

Mettiamo in chiaro una cosa, anche se le regole di una buona recensione dicono che non si dovrebbe fare, non si deve dare un giudizio a testo appena iniziato: “L’Esorcista di questa generazione” questo film NON LO E’. E no, non è neanche il film più spaventoso degli ultimi vent’anni, soprattutto se paragonato a perle come “The Babadook”, “The VVitch” o “It Follows”

Bene, ora che vi ho abbassato le aspettative (l’ho fatto per il vostro bene) posso passare alla recensione vera e propria

Tragedie familiari ed eredità sinistre

 

Protagonista del film la famiglia Graham, alle prese con tutto ciò che consegue alla morte di Ellen, matriarca della famiglia con un bagaglio oscuri segreti. Della famiglia fanno parte Annie, miniaturista figlia di Ellen (una Toni Collette strepitosa) che più di tutti sentirà il peso dell’eredità materna; Steve, marito di Annie e razionalissimo psichiatra; Peter, figlio teen-ager un po’ fattone e infine Charlie, la più piccola. Strana, con un viso quasi deforme e l’abitudine di costruire simpatici oggettini con pezzi di plastica e teste di piccioni (!!). Un hobby come un altro, insomma

I Graham si accorgeranno presto di come la mole di segreti lasciati da Ellen possa pesare sulla loro serenità, anche ella sembra aver lasciato una sinistra eredità (da cui il titolo del film) che pare toccare soprattutto la piccola Charlie.

 

Toni Collette

Bisogna dargliene atto: Aster il suo lavoro sa farlo in maniera più che soddisfacente. La tensione è palpabile fino all’ultimo fotogramma, sia dal punto di vista drammatico, grazie anche al terribile e inaspettato turning point di metà film (una meraviglia quella soggettiva che non riesce a guardare lo specchietto retrovisore) che getta sulla famiglia un’ombra di disperazione ancora più cupa, sia dal punto di vista più meramente orrorifico, perchè almeno un paio di scene saranno benissimo in grado di non farvi dormire per un po’, e non ascolterete più uno schiocco di bocca con la stessa tranquillità di prima. Ovviamente il film è interessante anche dal punto di vista della forma, con la trovata di inquadrare spesso le stanze in modo da farle sembrare miniature. Tutto per sottolineare come i nostri protagonisti altro non siano che pupazzi nelle mani di qualcosa più grande di loro.

Missione compiuta quindi? No, non proprio.

Non proprio per la semplice ragione che, almeno per chi di horror ne guarda molti, tutto questo risulta già visto.

Sembra infatti di vedere un film composto da elementi presi da “The VVitch”, “The Babadook” (che della malattia mentale parlava molto meglio) “Le streghe di Salem”, sottovalutato film di Rob Zombie e perfino (ma chi non lo fa?) dall’immenso capolavoro “Rosemary’s Baby” del maestro Polanski. Tutto già visto, e oserei dire che si è visto di meglio. Insomma a dispetto degli strombazzamenti pubblicitari, Hereditary ha il grande difetto di mancare di identità. Sa fare paura, sa mettere ansia, ma non ha il coraggio di essere pienamente e completamente sé stesso.
Un vero peccato

Commento finale:

Hereditary, pur potendo contare su un’ottima regia e un comparto recitativo di tutto rispetto, soffre dell’essere eccessivamente derivativo. Farà anche paura, ma non ha un’identità precisa

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7

Buono

Pro

  • Una Toni Collette da riempire di premi
  • Ottima regia

contro

  • Troppo derivativo
  • Forse poteva durare un po' di meno
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