Halloween

7.8

Halloween

Regista

David Gordon Green

Genere

Horror

cast

Jamie Lee Curtis, Nick Castle, Judy Greer, Andi Matichak

sceneggiatore

David Gordon Green, Danny McBride, Jeff Fradley

produttore

Miramax, Blumhouse Productions, Rough House Pictures

durata

106 minuti

Offerte
Data di uscita

25 Ottobre 2018

Laurie Strode – ancora profondamente traumatizzata da Michael Myers, lo psicopatico omicida mascherato che le dà la caccia da quando quaranta anni prima era sfuggita al massacro da lui compiuto durante la notte di Halloween – non ha mai smesso di prepararsi meticolosamente al giorno in cui Michael potrebbe tornare. Questa ossessione l’ha portata ad allontanarsi dalla sua famiglia, e in particolare dalla figlia, la cui infanzia è stata segnata dai paranoici rituali di preparazione imposti dalla madre, e che ora vuole proteggere sua figlia dagli inquietanti comportamenti di Laurie. Ma quando, la notte prima di Halloween, un trasferimento di Michael fallisce, le più terribili paure di Laurie si rivelano giustificate e l’orrore torna a manifestarsi.

#RomaFF13: Halloween di David Gordon Green ed il nuovo inizio della saga.

Halloween

Una coppia di giornalisti, che sta cercando di fare un podcast sulla storia di Michael Myers e di sua sorella di Laurie Strode, si recano a Smith’s Grove da Myers, tenuto lì per quarant’anni, durante i quali è rimasto completamente taciturno. Uno dei giornalisti mostra l’iconica maschera che indossò Myers nel 1978. Un rimando pazzesco che manda su di giri i malati mentali incatenati attorno a Michael. Dopo quarant’anni, quella maschera è come se fosse qualcosa di magico. Emana potenza, un richiamo. E Michael lo percepisce come anche gli spettatori.

Un Nuovo Inizio

Halloween

La zucca non è più marcia e schiacciata, essa infatti torna, nel corso dei titoli di testa, alla sua forma originaria. Anzi più grande ed al suo interno con una fiamma ancora più accesa.  Il font è quello dell’originale, il colore arancione caratterizza di nuovo i titoli di testa. In sottofondo musicale il cinque quarti più famoso della Storia del Cinema. Inizia così il nuovo “Halloween” e, già dal principio, David Gordon Green pone le basi su quel labile equilibrio tra tradizione e ribaltamento delle prospettive che caratterizzerà l’intero film. Sin dalla produzione, il nuovo prodotto audiovisivo della serie si è dimostrato profondamente cinico. Non solo sono stati estromessi tutti i vari seguiti e remake. Ma si è anche applicato un piccolo retcon al finale dell’originale. Michael è stato catturato ed è rimasto in manicomio per tutti questi quarant’anni sotto stretta sorveglianza.

Se nel primo capitolo, Michael fuggiva dal manicomio la vigilia di uno spostamento da una struttura ad un’altra, in questo caso scappa durante lo spostamento a seguito di un incidente stradale del veicolo che trasportava il serial killer assieme ad altri malati di Smith’S Grove. Michael torna libero, recupera la maschera (indossandola con una ritualità quasi sacrale e carica di intensità).

Laurie e Michael

Halloween

Ad attenderlo, per tutto questo tempo, c’è sempre stata lei. Laurie Strode. Una donna, i cui traumi e la paranoia, le hanno distrutto completamente la vita. Due matrimoni fallimentari, una figlia ed una nipote che la guardano con sospetto e forte sdegno. Alcune delle intuizioni efficaci della sceneggiatura scritta dal trio David Gordon Green, Danny McBride e Jeff Fradley sono sicuramente il risvolto femminile della vicenda ed il forte legame che s’innesca tra fratello e sorella. Laurie non solo si ritrova a scontrarsi con suo fratello. Ma si trova a scontrarsi, una volta per tutte, con il predatore che ha causato tutti i traumi di una vita a causa di quella terribile notte del 1978.

Tra Laurie e Michael c’è un rapporto “magico”, che li lega quasi telepaticamente. Non si è di fronte ad uno dei topoi del sottogenere slasher, quello del conflitto tra la Vergine ed il Serpente, ma al confronto di due mostri incatenati, chi a causa della propria efferatezza omicida, chi a causa del mancato superamento dei propri traumi che l’hanno spinta all’isolamento.

Il Risveglio della Forza della Saga di Halloween

Halloween” non è solo il sequel diretto dell’originale. Ma anche un reboot del franchise. Una via di mezzo simile al primo capitolo della nuova Trilogia di Star Wars. Ecco, “Halloween” è “Il Risveglio della Forza” della serie con protagonista Michael “The Shape” Myers.

Dove vengono presentati nuovi importanti personaggi come la figlia e la nipote di Laurie Strode (non più una ma più final girls). I fatti del passato vengono enunciati e rievocati come se fossero delle leggende. E vecchi personaggi intervengono in scena ricollegandosi a quelli nuovi. E, giustamente, David Gordon Green, da regista eclettico, che facilmente passa da commedie caciarone a drammi sul mondo del lavoro, ricalca lo stile di Carpenter, l’eleganza, si concede un lungo piano sequenza quasi in soggettiva con la macchina da presa che segue Michael nel suo ritorno per le strade di Haddonfield.

Si concede momenti d’ironia nella prima parte per poi passare ad una seconda parte carica di tensione in cui miscela momenti speculari del primo capitolo della serie ad una rivalsa femminile giustamente orchestrata rispetto ad altre opache opere d’accattonaggio femminista. Ed un altro elemento che favorisce la riuscita del film è sicuramente la colonna sonora di John Carpenter. Modificata, ampliata, mescolata in nuovi temi con partiture che rimandano ad alcuni passaggi de “La Cosa” o “Fuga da Los Angeles”, una colonna sonora che troneggia in più parti del film con tutta la potenza dei sintetizzatori adoperati.

Commento Finale

Il nuovo “Halloween” di David Gordon Green è un ottimo punto di partenza per un nuovo franchise della serie con protagonista Michael Myers. Ironia (quando funziona), tensione, alcune trovate narratologiche vivacizzano un capitolo molto interessante.

Recensione di Ettore Dalla Zanna

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8

Ottimo

Pro

  • Ottimo modo per far ripartire il franchise
  • Il legame
  • La colonna sonora di John Carpenter

contro

  • Le scene con i ragazzi sono poco interessanti
  • Alcune ironie lasciano il tempo che trovano.
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