5,8

Fullmetal Alchemist

Regista

Fmihiko Sori

Genere

Avventura , Azione

cast

Ryôsuke Yamada, Tsubasa Honda, Dean Fujioka

sceneggiatore

Hiromu Arakawa

produttore

Square Enix

durata

138 min.

Offerte
Data di uscita

19 febbraio 2018

Mentre l'alchimista Edward Elric cerca di recuperar il corpo del fratello Al, il governo militare e misteriosi mostri lo tengono d'occhio. La Pietra Filosofale è la soluzione, ma per ottenerla c'è un prezzo da pagare.

Fullmetal Alchemist. Il film!

Fullmetal Alchemist è un film diretto da Fumihiko Sori ed ispirato all’omonimo manga di Hiromu Arakawa. È stato rilasciato in Giappone il 1 dicembre 2017, per poi essere diffuso in occidente da Netflix il 19 febbraio 2018.

Dopo l’improvvisa morte della madre Trisha, Edward ed Alphonse Elric tentano di riportare indietro la propria genitrice provando una trasmutazione umana tramite l’alchimia. Per tutta la loro vita, i due tenteranno di riportare le loro vite alla normalità dopo i danni causati ai loro corpi da questa operazione, ma qualcosa di molto più “grande” piomberà sul loro cammino.

Nè demoni, nè dei, ma semplici esseri umani

Fullmetal Alchemist” non ruota solo attorno alle vicende dei fratelli Elric, ma parla anche e soprattutto dell’impotenza umana dinanzi alle leggi divine. Secondo la legge dello scambio equivalente, per ottenere qualcosa da una trasmutazione alchemica, bisogna sacrificare qualcos’altro che abbia lo stesso valore. Edward Elric sa bene cosa voglia dire, ma cerca in ogni modo di riportare indietro il corpo di suo fratello Al, perso durante una trasmutazione umana, nonostante questo sia impossibile senza un sacrificio di pari valore. Ciò che muove i due protagonisti è il loro legame di fratellanza profondo ed indissolubile.

Girare un live action ispirato ad un manga dello spessore di “Fullmetal Alchemist” non è impresa facile. Il regista Fumihiko Sori è riuscito a rimanere fedele alla versione originale dell’opera, ma la troppa fretta con cui sono state trattate vicende centrali della trama ha portato ad un risultato finale incompleto ed a tratti privo di spessore emotivo.

Più cosplayers che attori

Fullmetal Alchemist” colpisce sicuramente per la scelta dei costumi e delle ambientazioni. Ogni cosa è al suo posto: da Reole ad East City; dal cappotto rosso di Ed alla fantastica armatura di Al. Ad arricchire il tutto, dei buoni effetti speciali rendono piacevole la visione delle scene di lotta e realistiche le trasmutazioni alchemiche.

Ma se da una parte la “mangafication” della realtà rende godibile il lato estetico del lungometraggio, sul fronte dei contenuti emotivi si presentano dei problemi legati alla espressività degli attori. Parrucche, espressioni standardizzate da fumetto e movimenti grotteschi portano in alcuni casi ad un’interpretazione piatta ed anonima che compromette la credibilità del racconto.

Non mancano certo le scene toccanti, visto e considerato l’arco narrativo scelto per questo live action, che rendono giustizia da sole all’intero prodotto finale.
Con inquadrature scolastiche ed attori armati di buffe parrucche, il regista è riuscito a riprodurre in maniera fedele scene iconiche del manga pur con i limiti già citati nelle righe precedenti.

Non adatto ai neofiti

Fullmetal Alchemist” ha il grande limite di non poter raccontare tutto ciò che dovrebbe. Il materiale disponibile è molto, forse troppo. Questo live action movie si limita a raccontare solo una parte delle vicende, dando per scontate alcune conoscenze fondamentali per la comprensione dell’intera opera. Ciò non compromette del tutto la godibilità della pellicola per chi si approccia per i neofiti, ma sicuramente rende la visione più facilitata per chi ha già seguito le altre versioni di “Fullmetal Alchemist”.

Commento finale:

Fullmetal Alchemist” è un film dalle mille potenzialità realizzative ma che per la troppa fretta finisce ad essere un’opera a metà. Nonostante le parrucche ed i difetti espressivi di alcune scene, il film è comunque un buon prodotto. Non ci si trova davanti ad uno dei più alti riadattamenti del manga di Hiromu Arakawa, ma con un pizzico di rischio in più da parte della regia, si sarebbe potuto guardare tutt’altro film.

Recensione di: Matteo B. Terenzi

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6

Okay

Pro

  • Effetti speciali
  • Ambientazioni e costumi fedeli

contro

  • Legami tra protagonisti poco approfonditi
  • Espressività standardizzata
  • Non adatto ai neofiti del genere
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