Dumbo

6.9

Dumbo

Regista

Tim Burton

Genere

Avventura

cast

Colin Farrell, Michael Keaton, Danny DeVito, Eva Green

sceneggiatore

Ehren Kruger

produttore

Walt Disney Pictures

durata

112 min.

Offerte
Data di uscita

28 Aprile 2019

Holt Farrier, ex star del circo, ritrova la sua vita messa a soqquadro quando torna dalla guerra. Il proprietario del circo, Max Medici, lo ingaggia per prendersi cura di un elefante appena nato, le cui orecchie giganti lo rendono oggetto di scherno di un circo già in difficoltà. Ma quando i figli di Holt, Milly e Joe, scoprono che Dumbo può volare, il convincente imprenditore V. A. Vandemere e l'artista trapezista Colette Marchant si gettano a capofitto per trasformare lo speciale elefantino in una stella.

Dumbo: Il nuovo remake Disney diretto da Tim Burton. Dal 28 Aprile nelle sale italiane.

Dumbo

Ritrovarsi ad avere a che fare con un grande della Storia del Cinema degli ultimi trentacinque anni come Tim Burton con il compito di reinterpretare un Classico Disney in cui c’erano, in elenco, fenomeni da baraccone, emarginazione, menzogne, momenti strappalacrime, riscatti sociali e personali, momenti allucinogeni indotti da alcool somministrato ai minorenni, era una notizia che stuzzicava le menti di molte persone. Un cineasta, da sempre, appassionato di stranezze a contatto col rifacimento di una delle favole primordiali sull’emancipazione del freak. Per non parlare poi della presenza nel cast di figure come Michael Keaton e Danny DeVito i quali, già in passato, avevano lasciato il segno in un film di Burton. Tutto bellissimo… sì, ma solo nelle intenzioni.

Non è una questione di anonimia artistica

Dumbo

E qui c’è ben poco da fare a tentar di richiudere Burton nel solito stato di “anonimia artistica” o nel dire “è stato schiacciato dalla produzione” come enunciato da molti critici per quanto concerne le ultime lavorazioni del regista di Burbank. Se c’è una parola che può essere affiancata al nuovo “Dumbo” è superficialità. Se si deve aggiungerne un’altra, è sciatteria. Imbarazzante, irricevibile, inaccettabile. Inaccettabile perché non si può vedere un film dal budget di ben 170 milioni di dollari realizzato in questa maniera. Inaccettabile perché uno che ha realizzato film come “Beetlejuice”, “Big Fish”, “Ed Wood”, “Edward Mani di Forbice”, non può ridursi così.

Il rifacimento live-action del Classico Disney del 1941 ha tutto ciò che c’è di sbagliato nel blockbuster contemporaneo: una sceneggiatura refrattaria che sfocia presto nella verbosità più bieca e legnosa, un montaggio poco coerente e fortemente discutibile frutto di una regia insicura, sciattissima che non infonde pathos, non dà tensione, non appassiona alla storia, ai personaggi che racconta, non fa venire le vertigini nel momento in cui il suo protagonista spicca il volo. Neanche gli effetti speciali vengono in aiuto. La qualità della computer grafica rende straniante il rapporto dello spettatore con l’elefantino protagonista, rendendolo ancor più distante.

Il nuovo Dumbo e la sua superficialità

Dumbo

L’insicurezza, la superficialità, la sciatteria della lavorazione spaccano in due un film che ha una prima parte asfissiante, figlia del peggior melodramma degli Anni Cinquanta. Una parte preparatoria per una seconda, sicuramente diversa, ma che non aggiunge nulla ad una stanca narrazione. Ma che anzi rende impareggiabile il confronto col Classico del 1941. Perché se nel Classico, c’era lo scherno da parte dei protagonisti “animali” nei confronti dell’elefantino, nel rifacimento del 2019 appare difficile comprendere perché degli adulti dovrebbe inorridirsi e schernire un cucciolo d’elefante che ha il solo difetto fisico di essere dotato di orecchie troppo grandi. E rispetto agli altri remake Disney degli ultimi tempi, manca completamente di centralità.

I rifacimenti dell’ultimo periodo, oltre a garantire grossi incassi, si sono posti il fine di riconvertire i vecchi classici dall’animazione pastosa ed accalorata come quella tradizionale con un’animazione realistica, rendendo vivi i sogni del glorioso passato della compagnia fondata da Walt Disney. Si alternano da film quasi shot-by-shot (“La Bella e La Bestia”) a film riscritti dandogli un contesto morale e politico alternativo piuttosto interessante (“Il Libro della Giungla” di Jon Favreau). A parte l’aspetto monetario, non si comprendono minimamente le intenzioni del nuovo “Dumbo”, di cosa ne voglia fare la Disney.

Persino il modesto “Il Ritorno di Mary Poppins”, faceva emergere una ventata d’aria fresca nei confronti del musical. Un’operazione all’insegna dell’impiego di numerose maestranze, dell’animazione tradizionale, di numeri musicali old style. “Dumbo”, invece, è vittima di se stesso, ondeggia nel limbo che si è autodefinito. Potrà convincere tra i più piccoli nel momento in cui spinge tutto sul banale ricatto emotivo. Ma rimane comunque un film vuoto, privo di contenuti, incapace di ridefinire il concetto del diverso (e questa è la sconfitta più grave per Burton), incapace di regalare un’idea, una sequenza che sia degna del cinema del regista di Burbank.

Commento Finale

Il “Dumbo” di Tim Burton è un’opera inconsistente, priva di contenuto, priva dello spessore registico degno del nome affisso nei poster promozionali del film. Senza pathos, senza verve dialogica, straniante e disinteressato ai personaggi che vuole raccontare.

Recensione a cura di Ettore Dalla Zanna

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4.5

Brutto

Pro

  • Riceverà gradimento dai più piccoli grazie allo smielato atteggiamento ricattatorio del film

contro

  • Il film è superficiale, sciatto, diretto da una mano insicura sul set
  • La qualità della computer grafica utilizzata per creare Dumbo rende straniante all'occhio dello spettatore l'elefantino protagonista
  • Manca completamente la magia, la forza di stupirsi, di rimanere a bocca aperta.
  • Burton non riesce a ridefinire il concetto del diverso, e per uno come lui, affezionato alle stranezze, è la dinamica più fallimentare
  • Priva di spessore anche la sequenza degli elefanti rosa
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