Dragon Ball Super Broly

8.2

Dragon Ball Super: Broly

Regista

Tatsuya Nagamine

cast

Masako Nozawa, Aya Hisakawa, Ryô Horikawa

sceneggiatore

Akira Toriyama

produttore

Toei, Fox, Shueisha, Fuji Television Network

durata

100 min.

Offerte
Data di uscita

28 Febbraio 2019

Un pianeta distrutto, una potente razza ridotta in cenere. Dopo l’esplosione del Pianeta Vegeta, tre Saiyan furono dispersi nello spazio, costretti a diversi destini. Mentre due di loro hanno trovato casa sulla Terra, il terzo, cresciuto dal padre che gli ha instillato un ardente desiderio di vendetta, sviluppa una potenza incredibile. Il momento per questa vendetta è finalmente arrivato! I tre destini si incroceranno in una battaglia che scuoterà l’intero Universo!

Dragon Ball Super: Broly. Un nuovo film per Dragon Ball!

Dragon Ball Super Broly

Da quando il franchise di Dragon Ball resuscitò con Battle of Gods, Akira Toriyama non si è più fermato: dopo due lungometraggi e la serie animata Dragon Ball Super, ormai giunta ben oltre la soglia dei cento episodi, arriva Dragon Ball Super: Broly, che è al tempo stesso un sequel di dove l’anime ha lasciato i fan e un’opera nostalgica, una rievocazione e reinterpretazione di uno dei personaggi più amati della saga.

Per chi non lo conoscesse si tratta di Broly, già protagonista – o meglio antagonista – di tre OAV di Dragon Ball Z, riapparso numerose volte nei videogiochi e nel merchandise firmato Dragon Ball, ma mai canonico… fino a oggi. Il nuovo film infatti ha lo scopo di rendere finalmente ufficiale l’esistenza del Super Saiyan della Leggenda, anche se non è più come lo conoscevamo.

Un nuovo Broly, una nuova razza

Non è solo il personaggio di Broly a vedere in questo nuovo film una completa riscrittura: la stessa razza Saiyan a cui esso appartiene viene per la prima volta umanizzata, nell’arco di una prima metà del film che di azione non ha quasi nulla, ma si concentra solo sulla storia. Gran parte del mito lo conosciamo, ma così non l’abbiamo mai visto: protagonisti della prima parte sono Bardak e Paragas, rispettivamente i padri di Goku e Broly, ma anche il già noto Re Vegeta e Re Cold, padre di Freezer.

Insomma, una prima metà che tocca profondamente le origini di Dragon Ball, le riscrive, e riesce ad evocare la nostalgia non solo, come ha ampiamente provato a fare Dragon Ball Super, citando avventure e personaggi del passato, ma facendoci vivere la loro storia, con picchi di emozione raramente visti nell’intera saga, complici anche uno stile di disegno nettamente più vicino a quello del vecchio Dragon Ball Z e a un aspetto visivo generalmente spettacolare.

Anche la nuova storia di Broly riesce a muovere gli animi, tanto che non si può più parlare di un personaggio negativo, quanto di una vittima, un guerriero che ha sofferto una vita e che sarà costretto, da personaggi ben più tirannici, a combattere gli eroi del pianeta Terra.

Tuttavia la sceneggiatura del film inizia a frenare quando si passa al presente, alla Terra appunto, e ai personaggi che conosciamo oggi, come Bulma e Freezer. Dietro allo scontro spettacolare che riempirà tutta la seconda parte del film ci sono motivazioni quasi infantili, per non dire anche coincidenze che possono facilmente far storcere il naso: è qualcosa che ci saremmo aspettati da un film di Dragon Ball, assolutamente, ma non dopo una prima metà tanto seria e curata.

Proprio come la serie animata, infatti, anche Dragon Ball Super: Broly fa uso di battutine e gag che certamente non faranno ridere i fan di vecchia data. Per fortuna ne è contaminata quasi solo la seconda parte del film.

Combattimenti oltre ogni limite

Ma cosa succede, dunque, in quei ghiacciai tra cui si riuniscono alcuni tra i rivali più storici dell’Universo per affrontarsi un’ennesima volta? Goku e Vegeta da una parte, Broly e Freezer dall’altra, da quando s’infuocano gli animi, lo scontro non finisce più, proprio come Dragon Ball ci ha sempre insegnato.

Se siete in dubbio sulla trama del film, non potete esserlo sulla battaglia che porta sullo schermo: non ne avete mai viste di più potenti. Dragon Ball Super: Broly prende a piene mani tutto ciò che ha funzionato nelle ultime saghe dell’anime e lo rimescola con stili di animazione superiori, e una gran quantità di effetti visivi strepitosi, che trasmettono come mai prima l’energia sprigionata dai guerrieri, arrivando a ridefinire tanto lo stile degli scontri corpo a corpo quanto le iconiche tecniche che da sempre caratterizzano la saga.

A ogni trasformazione, a ogni step che porta il combattimento a un nuovo livello, l’animazione fa un passo avanti, travolgendo gli spettatori con complessi effetti di luce e di colori.

Alcune sezioni del combattimento di Dragon Ball Super: Broly sono tra le più veloci mai viste nella saga, e per rappresentare il culmine della potenza scatenata dai Saiyan il film ricorre a quello che si può tranquillamente definire un astrattismo nel rappresentare lo spazio-tempo, che trasmette alla perfezione la sensazione di osservare qualcosa di incollocabile spazialmente; qualcosa di troppo veloce, qualcosa che è ovunque, e troppo potente per essere disegnata su uno schermo. Dragon Ball Super: Broly riesce in questo, ed è proprio dove voleva arrivare.

Uno stile tutto nuovo

Abbiamo già menzionato lo stile dei disegni, ma c’è da sottolineare che durante la lunga battaglia contro Broly sono visibilissimi dei netti cambi di stile nell’animazione del film: se a un primo impatto può sembrare un evidente difetto e quasi infastidire, guardando con attenzione a questi cambi di registro si può chiaramente capire che avvengono col progredire dei livelli del combattimento, esplicitando una volontà artistica di rafforzare ulteriormente la grandezza dei divari superati cambiando addirittura lo stile stesso con cui lo scontro è rappresentato. Al di là del significato, questa scelta può piacere o meno, ma la sua presenza indica già di per sé una scelta stilistica che difficilmente ci saremmo aspettati da un film di Dragon Ball Super.

Non si può dire lo stesso per le musiche, che richiamano immediatamente del già visto in altri anime, come i testi consistenti principalmente nei nomi dei personaggi ripetuti, ma si può certo dire che anche questa si discosta dallo stile classico cui ci aveva abituati la saga, soprattutto Super.

Commento finale:

Dragon Ball Super: Broly è un film adatto tanto ai fan quanto ai curiosi, ma è innegabile che una minima familiarità col mondo creato da Akira Toriyama aiuti a goderselo appieno. Se la prima parte rivisita le origini di tutti i personaggi più importanti con una sceneggiatura di un livello che Dragon Ball non aveva mai visto, la seconda perde gran parte di questo tocco, scadendo a tratti quasi nella stupidità, per virare su una delle battaglie più spettacolari ed emozionanti che abbiate mai visto. A livello tecnico il film è impeccabile: coinvolge dall’inizio alla fine, con immagini splendide e capaci di trasmettere un’adrenalina unica. Come ritorno di Dragon Ball sul grande schermo, funziona. Come ritorno di Broly, anche. Se vi aspettate di trovare buchi di trama e qualche intermezzo bambinesco, avete ragione, ma in Dragon Ball Super: Broly c’è anche molto altro, che speriamo potrà guidare la saga verso un futuro molto più simile a questo che non alla versione animata di Super.

Recensione di: Francesco Audino.

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8

Ottimo

Pro

  • - Indiscutibilmente il miglior film di Dragon Ball fino a oggi
  • - Le nuove origini dei Saiyan e di Broly sono ancor più coinvolgenti delle vecchie
  • - Combattimenti spettacolari e potenti e animazione incredibile

contro

  • - Nella seconda parte la trama si perde in motivazioni e gag futili
  • - Alcuni buchi ed eventi messi in moto da coincidenze potrebbero disturbare chi si aspetta una sceneggiatura impeccabile
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