Benedetta Follia

N.D.

Benedetta follia

Regista

Carlo Verdone

Genere

Commedia

cast

Carlo Verdone, Ilenia Pastorelli, Maria Pia Calzone, Lucrezia Lante della Rovere

sceneggiatore

Carlo Verdone, Nicola Guaglianone, Menotti

produttore

Filmauro

durata

109 minuti

Offerte
Data di uscita

11 Gennaio 2018

Guglielmo è un uomo di mezza età che, dopo un passato da intrepido e scanzonato motociclista, è ormai giunto al venticinquesimo anniversario di matrimonio. Ma la romantica cenetta gli riserva una spiacevole sorpresa: la moglie confessa di avere una relazione… proprio con la commessa del povero marito! L’uomo cade in un tunnel di solitudine e sconforto ed inoltre non riesce (o non vuole) trovare una sostituta per il suo negozio. A cambiare le cose sarà Luna, giovane ed estroversa candidata con la quale si crea immediatamente uno strambo rapporto di amicizia e solidarietà. Inutile dire che i guai sono assicurati!

Benedetta follia. Il veterano della risata e la meglio gioventù inaugurano il 2018 comico italiano!

È un nuovo anno cinematografico all’insegna dei vecchietti, almeno per quanto riguarda l’offerta nostrana. Nelle prime due settimane i titoli parlano chiaro: mentre il coetaneo Salvatores (ri)propone l’esperimento supereroistico made in Italy, il buon vecchio romano confeziona il suo ventiseiesimo film. E naturalmente parliamo di una commedia.

Traghettatore di talenti, sarto del divertimento, punta di diamante dell’industria

Quando si parla di “Benedetta follia” non si può prescindere da almeno 3 fattori interdipendenti: i creatori-interpreti, il genere e la data di uscita. Chi è Verdone lo sappiamo e quindi non ci stupisce il suo acume ed il voler essere sempre dentro la contemporaneità. Carlo non è più un giovanotto, a differenza appunto del duo di sceneggiatori Guaglianone (secondo script comico consecutivo dopo il notevole “L’ora legale”)-Menotti e soprattutto della petulante ma simpatica Ilenia Pastorelli. Un’icona della romanità che porta a sé gli eroi di quell’astro che si chiama “Lo chiamavano Jeeg Robot”. E questo ci piace molto.

In seconda battuta, proprio in quanto vecchio saggio del nostro cinema, confeziona un prodotto che mescola conferme e novità. Da un lato la commedia, punto di contatto con un pubblico che in sala ci va sempre meno (mai così male come nell’ultimo anno), e dall’altro un plot fondato sulla necessità di recuperare il tempo perduto. Non che l’ultimo punto sia esattamente rivoluzionario, ma tutta la campagna promozionale ha enfatizzato molto questo lato di Verdone e della storia. Liberarsi dalle ruggini del tempo ed andare avanti, sebbene col solito meccanismo delle gag e della commedia degli opposti, ci sembra una formula comunicativa valida per il pubblico italiano.

Da non sottovalutare è anche il momento, la posizione temporale in cui l’ultimo film di Verdone si mette in vetrina. Parliamo della prima commedia “pura” che l’Italia cinematografica del 2018 mette a disposizione degli spettatori. “Benedetta follia” arriva prima di Rovazzi, prima di Miniero, prima degli scoppiettanti film francesi e delle potenti pellicole americane. Certo a ridosso abbiamo visto il buon successo della coppia Cortellesi-Albanese (entrambi molto vicini a Verdone nelle ultime opere) e la divertentissima nostalgia cafona di “Jumanji- Benvenuti nella giungla”. Ma sono i De Laurentis ad assicurarsi la pole position della nuova stagione, per quando riguarda l’universo della risata tradizionale. Mossa vincente?

Una commedia di mestiere, un’arma a doppio taglio

Quando diventi, anzi quando sei da molti anni un marchio come Verdone e vuoi sostenere la pratica commerciale del film ogni due anni, devi saper tirar fuori il “mestiere”. La commedia è formula, è matematica ed è paradossalmente quanto di più razionale esista nella scrittura per immagini. La commedia degli opposti, il precisino introverso e la coatta sexy in questo caso, come miccia del sorriso all’interno di una crisi coniugale? Sì. Il film ha il pregio di non tradire le aspettative generate dal trailer. In una Roma dove l’estate sta per giungere al termine si svolge il corpo significativo della vicenda. Un ping pong di appuntamenti imbarazzanti, gag fisico-linguistiche e parodia clericale abbastanza efficace.

Ma qui non si vuole girare “Il sorpasso” e si vede. Frase scontata, ma abbastanza efficiente nel riassumere i punti di forza e le debolezze del film. “Benedetta follia” procede per guizzi, mimiche facciali efficaci e situazioni canoniche. E’ uno scrigno di trucchi del mestiere che tengono gli occhi e la pancia dello spettatore vivaci fino a quando non svelano la loro stessa natura arcaica, il provenire da uno schematismo che col passare dei minuti diventa (o rischia di diventare) polveroso ed ingessato. In parole povere abbiamo già visto tutto ma non per la prima volta, ciò che il grande Cinema commerciale dovrebbe raggiungere per catturare e stupire il pubblico generalista.

Don’t stop me now… Nun te fermà Carlo!

La ventiseiesima fatica di Carlo Verdone non può avere la brillantezza dei tempi migliori proprio perché i tempi sono cambiati. Altra Italia, altra Roma, altro Carlo di sicuro. Uno degli interpreti più influenti della romanità (e questo lo sa bene anche un autore glamour come Sorrentino) vuole stare al passo coi tempi: unioni civili, nuove tecnologie, app per il rimorchio, pasticche in discoteca alla Sibilia (ma senza la regia di Sibilia…) e soprattutto i giovani. Una delle cose che più amiamo di questo genio classe 1950 è il suo calore, il suo amore incondizionato per le future generazioni.

Perché come Luna entra e cambia la vita di Guglielmo, quest’ultimo farà di tutto per togliere dai guai la ragazza. Il sub-plot dedicato al personaggio della Pastorelli nella prima parte, diviene trama principale col passare dei minuti. Ed anche il nostro protagonista dedica le sue energie e risorse economiche ai problemi della ragazza. Verdone avverte e dipinge uno spicchio d’Italia in cui i giovani fanno fatica, ci provano ed hanno tanta forza di volontà per restare in piedi. Come un angelo custode mette una mano sulla nostra spalla e ci dà la spinta per rimetterci in carreggiata. Un po’ come egli stesso non ha intenzione di scendere da quella stupenda motocicletta, punto di contatto tra un glorioso passato ed un barlume di speranza per il futuro. Stare nel tempo significa non fermarsi mai… Verdone docet!

Commento finale:

“Benedetta follia” è quello che promette di essere. Una commedia di corpi, di gag e dall’intreccio semplice. Verdone porta a casa il film con esperienza e sincerità, senza eccellere in originalità ma conquistando lo spettatore con la passione ed il sentimento che lo ha sempre contraddistinto.

Recensione di: Lorenzo Re

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6.5

Okay

Pro

  • Verdone è tornato con più efficacia rispetto alle ultime uscite
  • Ilenia Pastorelli è perfetta per la parte, come tutto il cast
  • Vogliamo bene a Verdone e lui ci vuole bene... e si sente nel corso della pellicola

contro

  • Intreccio rimasticato e con poche peculiarità di scrittura
  • La messa in scena non è quella dei tempi migliori
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