7.6

ALITA: ANGELO DELLA BATTAGLIA

Regista

Robert Rodriguez

cast

Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennyfer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein, Jackie Earle Haley

sceneggiatore

James Cameron, Laeta Kalogridis

produttore

James Cameron, Jon Landau

durata

122 min.

Offerte
Data di uscita

14/02/2019

Alita: Angelo della battaglia, narra la storia di Alita (Rosa Salazar), un cyborg che viene scoperto in un deposito di rottami dal dottor Dyson Ido (Christoph Waltz). Senza ricordi della sua vita precedente, eccetto l'incredibile addestramento nelle arti marziali memorizzato dal suo corpo, Alita diverrà una spietata cacciatrice di taglie, sulle tracce dei peggiori criminali del mondo.

Alita: angelo della battaglia. Una gioia per gli occhi.

“Alita: angelo della battaglia” è un film del 2019 diretto da Robert Rodriguez (“Dal tramonto all’alba”, “Sin City”, “Machete”). Co-scritto e co-prodotto da James Cameron (“Terminator”, “Titanic” e “Avatar”), il film è l’adattamento del manga cyberpunk cult degli anni ’90, “Alita” di Yukito Kishiro.

Un buon adattamento?

Non è mai semplice adattare un fumetto seriale e farne un film. I motivi sono tanti: nei fumetti, per esempio, i tempi sono dilatati, i personaggi vengono sempre più approfonditi man mano che si avanza nella lettura, le vignette sono svincolate dai limiti della macchina da presa ecc ecc. Film che prendono spunto da brand giapponesi ce ne sono stati, basti pensare a “Ghost in the Shell” e “Dragon ball Evolution”, con risultati spesso discutibili. Il fatto che alla produzione ci sia James Cameron e alla regia Robert Rodriguez è comunque una mezza garanzia per la buona riuscita del prodotto. Senza dimenticare la qualità del cast che ha partecipato al progetto.

Reparto tecnico incredibile!

“Alita: angelo della battaglia” è uno di quei film che devono, per forza di cose, offrire uno spettacolo visivo incredibile e le aspettative vengono rispettate! Chi ha avuto la fortuna di leggere il manga sa che le tavole di Yukito Kishiro sono di una bellezza incredibile. Grazie alla regia di Rodriguez e al reparto tecnico, il film riesce a riprodurre fedelmente il mondo distopico immaginato dal mangaka giapponese.

Troppa carne al fuoco…

Uno dei maggiori difetti di “Alita: angelo della battaglia” è la quantità eccessiva di personaggi. Nel film ci sono troppi personaggi e ciò comporta che ognuno di essi non sia sufficientemente approfondito. Alita, nel suo percorso di crescita, incontra svariati nemici, ma nessuno di essi sembra mostrare il giusto carisma. Ciò può comportare a uno smarrimento da parte dello spettatore che si ritrova privato di un vero villain. Nel film si intuisce che i “villain” sono pedine manovrate da un personaggio che comparirà nel prossimo film, ammesso che lo faranno, ma questo non giustifica il mancato approfondimento dei personaggi.

Alita e Ido.

Gli unici personaggi che riescono ad avere un buon background sono Alita e Ido.

Alita (Rosa Salazar) risulta essere un personaggio interessante, dal passato misterioso. Una ragazza cyborg che combatte per scoprire le sue origini. Lei si ritrova con un corpo che non è il suo e la tematica del corpo e del suo utilizzo, il concetto di bene e male e l’esistenzialismo, più presente nel manga, sono messi in scena piuttosto bene.

Ido (Christoph Waltz), il dottore che ritrova Alita nella Città Discarica, risulta essere un po’ differente dalla sua controparte cartacea. Ciò è irrilevante, anche perchè è molto interessante come gli sceneggiatori abbiano adattato il tutto introducendo la tematica del rapporto padre-figlia tra questi due personaggi, davvero molto interessante.

Commento finale:

“Alita: angelo della battaglia” è un film da vedere assolutamente al cinema, meglio se visto in 3D o in IMax. Il film è un discreto adattamento del manga di Yukito Kishiro. Le tematiche vengono affrontate piuttosto bene. La pellicola presenta troppi personaggi e la maggior parte di essi sono poco sviluppati. Le location e il reparto tecnico sono davvero ben realizzati. Al film manca un vero e proprio villain. C’è da aggiungere che il film ha una durata di appena due ore e un ritmo molto incalzante, ciò implica che, da una parte, la pellicola non annoia ma, allo stesso tempo, non permette di entrare nel giusto mood della vicenda.

Recensione di: Giuseppe Fazio.

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

McBetter: CineWriting nei contenuti speciali!

Finalmente disponibile in home video: McBetter, di Mattia De Pascali Annunciati per dicembre 2018, le edizioni home video DVD e…
Film

I 20 film preferiti del 2018 di Ettore Dalla Zanna

Il 2018 sta per concludersi ed è tempo delle Top di fine anno dedicate ai film preferiti dell'annata. Ecco quella…

Netflix and Kill – Jeffrey Dahmer

Jeffrey Dahmer. Il cannibale di Milwaukee Biondo, occhi azzurri e bellissimo. Ma anche voyeur, sadico, cannibale e necrofilo. Queste sono…

Nove film che vi strapperanno il cuore

Nove film intollerabilmente tristi scelti per voi "La vita è bella forse solo per Benigni, perchè la vita si sa,…
Bumblebee

Primo footage di Bumblebee: promette bene!

Un primo sguardo all' atteso Bumblebee in anteprima Presso il Lucca Comics & Games 2018, la mattina di sabato 3…

7

Buono

Pro

  • Un discreto adattamento del manga
  • Buon ritmo
  • Solida regia
  • Bellissime location
  • Buona recitazione
  • Una CGI favolosa
  • Molto intenso il legame tra Ido e Alita

contro

  • Troppi personaggi poco sviluppati
  • Le atmosfere tese non sempre si sentono
  • Il film meritava almeno 20 minuti in più per approfondire i personaggi
Vai alla barra degli strumenti