8,6

1917

Regista

Sam Mendes

Genere

Drammatico , Guerra

cast

Dean-Charles Chapman, George MacKay, Benedict Cumberbatch, Colin Firth, Richard Madden

sceneggiatore

Sam Mendes, Kristy Wilson-Cairns

produttore

Amblin Partners, DreamWorks, Neal Street Productions, New Republic Pictures

durata

119 minuti

Offerte
Data di uscita

23 gennaio 2020

Prima Guerra Mondiale. A due giovani soldati inglesi viene affidata una missione impossibile: recarsi in pieno territorio nemico per consegnare un messaggio che impedirà a 1600 uomini, e al fratello di uno dei due ragazzi, di andare incontro ad una trappola mortale.

1917: la Prima Guerra Mondiale tra orrore e amore

1917 è un film destinato a lasciare il segno: l’ultima opera di Sam Mendes, infatti ha colpito chiunque già dalle vittorie ai Golden Globes (Miglior Film Drammatico e Miglior Regista) per un motivo piuttosto analogo. Il film, infatti, non era ancora uscito nelle sale, e soltanto una schiera di critici aveva potuto vederlo e giudicarlo.
Avranno avuto ragione?

1917: non il solito war movie

I critici non hanno sbagliato. 1917 infatti colpisce subito per la grandissima prova tecnica di regia che Sam Mendes fornisce allo spettatore: il film è girato interamente in piano sequenza, che abbiamo già visto utilizzare da Iñarritu (Birdman) e soprattutto Alfred Hitchcock (Nodo alla gola).
Proprio questa tecnica riesce a far immergere da subito lo spettatore all’interno del film, che segue i personaggi in ogni minimo movimento e riesce a vivere sulla propria pelle ogni singola sensazione ed emozione: paura, dubbio, tensione, ma anche dolore, malinconia, amore.
Sì, perché da un film come 1917 non ci si aspetta, a primo impatto, un’esperienza emotiva a 360 gradi, ma è proprio ciò che l’opera dona. Riuscendo ad unire sapientemente meravigliosità tecnica a momenti di intima umanità, Sam Mendes è riuscito nell’impresa di narrare la Prima Guerra Mondiale dal punto di vista di chi l’ha vissuta.

L’eredità di Sam Mendes

Il regista sembra quasi aver toccato con mano gli orrori della guerra, tanta è la precisione, e al contempo la dignità, con cui li descrive. Non sorprende perciò scoprire che il film è nato grazie ai racconti del Caporale Alfred H. Mendes, il nonno di Sam.
1917 è proprio dedicato a quest’uomo che ha saputo impeccabilmente tramandare i propri ricordi al nipote, che in maniera altrettanto eccelsa gli ha dato nuova vita sul grande schermo.
Non è dunque difficile, a questo punto, capire perché 1917 sia un’opera completa sotto ogni punto di vista.
Oltre la bravura di tutte le maestranze (non stupisce infatti che sia candidato a 10 Premi Oscar, tra cui Best Picture), il film offre uno spaccato di rara umanità e bellezza in un contesto crudele e orrendo, uniche caratteristiche in grado di riuscire davvero a garantire la salvezza. Se non di sé, degli altri. Anche del nemico.

Commento finale

1917 travalica i luoghi comuni tipici dei war movie e ci offre una riuscitissima prova filmica unita ad un’indagine struggente dell’animo umano, impegnato a fronteggiare le situazioni più difficili. L’obiettivo di Sam Mendes, riuscito al 100%, è quello di non abbandonare mai lo spettatore, che vive, assieme al Caporale William Schofield (George MacKay), ogni istante della missione bellica.

 

Recensione a cura di Chiara Cozzi

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10

Capolavoro

Pro

  • Regia
  • Fotografia
  • Montaggio sonoro
  • La scelta di creare un war movie dal carattere intimistico

contro

  • Nessun contro: il film è perfetto così com'è
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