Twin Peaks

9.3

Twin Peaks 03×17-03×18 “The Return, Part 17-18”

Regista

David Lynch

cast

Kyle MacLachlan, Sheryl Lee

sceneggiatore

David Lynch, Mark Frost

produttore

Showtime

durata

58 minuti

Offerte
Data di uscita

3 Settembre 2017

L'odissea di Dale Cooper di ritorno a Twin Peaks.

Twin Peaks. Un urlo, la corrente che salta, il sogno che finisce. Si conclude una delle cose più belle che io abbia mai visto.

Qua si tocca l’Assoluto. Sarà difficile vedere un’altra serie dopo “Twin Peaks“.

Twin Peaks

La Fine?

Questa recensione rimarrà incompleta, incompiuta, senza alcuna conclusione. Le spiegazioni sarebbero molteplici, di lunga durata, per non dire infinite. Dopo aver visto cose simili, bisogna semplicemente accettare tutto questo ed ancorarsi alle sole, poche certezze. Già, molti recensori si sono sperticati con teorie, con spiegazioni, con riflessioni sui massimi sistemi partendo da una serie televisiva. Ma “Twin Peaks” è una serie tv? O forse è Cinema? O forse è qualcos’altro? Il progetto messo in onda da Showtime proviene veramente da un’altra dimensione. Un sogno.

Molti si sono avvinghiati alla narrativa, alla Mitologia della serie per trovare delle risposte, per trovare un senso a tutto questo. Che cos’ha detto Laura Palmer a Dale Cooper? Molto probabilmente non lo sapremo mai. Personalmente, mi piace pensare che Laura abbia detto a Cooper di essere tutto un sogno di David Lynch. Tutta la serie è stata imbastita sui sogni e sulla genialità di questo “James Stewart venuto da Marte” (com’era solito chiamarlo Mel Brooks). Più che “Laura is the one“, “Lynch is the one“. Non che Laura non abbia la sua importanza in tutte queste due parti, anzi… è fondamentale. Dal principio abbiamo pensato che lo scopo di Laura fosse quello di fermare BOB nella Part 8. Eravamo molto lontani dalla verità e in parte abbiamo sottovalutato la figura dell’Experiment, o Jowday , o Jiao Dai, o semplicemente Judy.

Il Bene e il Male

Twin Peaks

Lynch ha imbastito questo Return con estremo dettaglio. Niente è lasciato al caso. E la Part 17 e la Part 18 sembrano incredibilmente simmetriche, quasi in loop l’una con l’altra. Come il Nastro di Möbius. Che compare grazie a Jeffries, prima di far viaggiare Cooper indietro nel tempo. Oltre al dettaglio, Lynch allarga gli orizzonti di Twin Peaks, rivelandosi molto più disfattista del solito. Il ritorno di Twin Peaks è un ritorno malinconico, a tratti decisamente apocalittico, illusorio nella nostalgia. Se la serie degli anni Novanta era una destrutturazione della soap opera (“Invitation To Love” confirmed!), questo ritorno è la destrutturazione della serie. Serie intesa “Twin Peaks” ma serie intesa anche in generale.

Momenti come il risveglio di Cooper con annesso il tema della serie sono fini a se stesso. Oppure la Audrey’s Dance. Una danza che ha perso di fascino, di intrigo, di seduzione. Il momento in cui Audrey ballava la danza era estemporanea, fuori dal tempo. Solo un’illusione. Il mondo è più schifoso, è più subdolo e l’orrore può comparire in qualsiasi punto (come la rissa tra i due). Lynch, da sempre, ha posto la serie come una lotta tra il Bene e il Male.

L’eterna lotta

Twin Peaks

La lotta tra il bene contro il male ci sarà sempre. Si credeva in una resa dei conti. Si credeva in una Laura Palmer nella Loggia come deus ex machina di ogni cosa. Niente di tutto questo. Il bene contro il male ci saranno sempre. Qui Lynch appare più disfattista e anche la Signora Ceppo (altro alter ego) lo è. Durante la terza stagione, dice che un’immensa oscurità sta coprendo il mondo e che “la morte è solo un cambiamento”. In questo, Twin Peaks è finito. Con il salvataggio di Laura, muore “Twin Peaks” come serie ed avviene un cambiamento ma questo non vuol dire che non ci sia più il male. Questo non vuol dire che non ci sia più “Twin Peaks”.

Quella donna che alberga dentro la casa dei Palmer è Alice Tremond lo stesso cognome della signora Tremond, uno degli abitanti del convenience store. Cosa ti fa capire? Che il male non è stato sconfitto e non verrà sconfitto mai. Con l’urlo di Sarah da lontano e il grido di Carrie/Laura, riaffiora tutto quello che ha passato Laura. L’ottimismo di Lynch sta nel Bene che tenta di provare a sconfiggere il Male.

Twin Peaks Come Evangelion

Twin Peaks

The Fireman ci prova assieme a Cooper (il 430, i due piccioni con una fava) ma non ci riesce. Perché il Male è più potente (il Maggiore Briggs, nella seconda stagione, diceva di aver paura che l’amore non fosse sufficiente a sconfiggere il Male). Però il Bene proverà sempre a fermare il male. E come dice la Signora Ceppo “la tristezza, un giorno, svanirà”.

È una terza stagione molto malinconica, molto pessimista in alcuni punti, però, al tempo stesso, infonde speranza. Grazie a Dougie, grazie al cambiamento dei fratelli Mitchum, grazie alla carica che assume Denise nell’FBI (Fix your hearts or die). Dal punto di vista narrativo, la Part 18 ricorda gli ultimi episodi di “Neon Genesis Evangelion“: riflessivi, intimisti, minimali. I fan andarono su tutte le furie dopo il finale dell’anime.

È stupido ritenere tutta questa terza stagione come un “Mulholland Drive 2“. La serie si focalizza e si è sempre focalizzata sulla lotta tra il Bene e il Male. Il contrasto tra i due finali (la parte 17 e il 18) è sicuramente anche uno sfottò contro le serie televisive contemporanee o le narrazioni facilone in cui tutto si risolve per il meglio nel modo più facile possibile (la lotta tra Freddie e BOB è esemplare in questo discorso). Per cui allo pseudo-finale perfetto della parte 17, in cui tutti i pezzetti del puzzle tornano a posto, viene contrapposto il finale angosciante, anti-spettacolare della parte 18.

Il piano di Cooper

Twin Peaks

La glass-box delle prime parti non solo è un’esemplare dichiarazione d’intenti di Lynch per quello che vuole fare con la stagione (bisogna osservare attentamente la serie e non perderla di vista), ma, narrativamente parlando, serve a Bad Cooper non tanto per dirottare Cooper nel corpo di Dougie, quanto per monitorare l’uscita dell’Experiment. Judy è l’obiettivo di Bad Cooper. Judy che, nel corso della stagione, ha trovato come ospite ideale la depressa e devastata Sarah Palmer, il simbolo di tutto il disfacimento della serie tv. Quando Bad Cooper raggiunge finalmente le coordinate, il passaggio dovrebbe sganciarlo a casa Palmer, ma viene dirottato dal Fuochista e cade nella sua trappola con i risultati che sappiamo (l’intera sequenza nella stazione dello sceriffo è pazzesca). Per quanto riguarda Cooper invece?

Cooper è alla ricerca di una preda più grossa. Ce lo dice Gordon: lui, Cooper e il maggiore Briggs hanno elaborato un piano per catturare Judy, “la madre di tutti gli abomini”. Questo piano, evidentemente, contempla confrontare la madre di tutti i mali con Laura. “Dove andiamo?” domanda Laura, “A casa” risponde Cooper. La casa è casa Palmer, è assodato. Ma quello che conta non è tornare a casa ma ricongiungersi con Sarah Palmer. Ricongiungere la figlia con la madre per prevenire la possessione e neutralizzare il male confrontandolo col suo opposto creato dal Fuochista (che Laura e Sarah siedano in qualche modo ai due lati opposti di uno stesso spettro ce lo dice il fatto che entrambe si scoperchiano la faccia, la prima per rivelare un’accecante luce bianca, l’altra per mostrare l’oscurità).

Twin Peaks non esiste più

Twin Peaks

Qui le cose vanno storte. Laura assume un’altra identità, così come Cooper. Cooper/Richard (un pò Cooper, un pò Dougie, un pò Bad Cooper) ritrova la piccola Palmer a Odessa ed ora porta il nome di Carrie Page (Hawk parlava di un’ultima pagina mancante del diario di Laura Palmer). Cooper riporta Laura/Carrie a casa. Il problema è che lì Sarah Palmer non c’è, il male ancora esiste ed è invisibile. È il nostro mondo. Sarah Palmer si sente da lontano, come rimasuglio di un mondo, di una serie tv che non c’è.

È significativo l’ultimo parallelismo tra Cooper e Dougie. Dougie non solo torna a casa ma ritrova le persone che hanno contraddistinto la sua esistenza (Janey-E e Sonny Jim). Laura/Carrie non trova nessuno, se non un appartenente alla creature del convenience store. L’urlo finale incrina quella dimensione ma non s’infrange. Cooper si è perso nel dedalo di sogni e realtà alternative, come ci si era perso prima di lui Jeffries che, a sua volta, dava la caccia a Judy. Cooper è diventato un nuovo Jeffries. E non sono casuali gli ultimi movimenti che fa Cooper prima di dire “What year is this?“. Ricordano molto i movimenti di Jeffries negli uffici dell’FBI a Philadelphia.

We live inside a dream!

Twin Peaks

Più vedevo la terza stagione e più mi sorgeva l’idea di Lynch come il Gigante, The Fireman, come creatore di un qualcosa che avrebbe completamente stravolto la televisione. E questo elemento di stravolgimento era rappresentato da Laura Palmer che viene baciata e mandata sulla Terra. Per me quella era anche una metafora per rappresentare tutto quello che è stato “Twin Peaks” (e che sarà). Lynch così come l’ha creata, così la distrugge ed esemplare di questo è il doppelganger di Cooper che prende fuoco. L’ultimo rimasuglio della vecchia serie non esiste più.

Però, ritornando alla metarealtà. Inquadratura finale: Casa Palmer, salta la corrente. Non solo della casa ma della serie stessa. Il sogno è finito ed anche la serie.

Il mio compito è finito. È tempo di ritornare nella Loggia. O di svegliarmi.

Commento finale

Auguro a qualsiasi cineasta di concludere così una carriera. Un ritorno meraviglioso. Un’installazione artistica più che una serie televisiva. La corrente è saltata, il sogno è finito. È stato bellissimo vivere tutto questo.

Recensione di
Ettore Dalla Zanna

Rispondi

Simpson

SPECIALE HALLOWEEN: Simpson, TOP 10 La Paura fa Novanta

Halloween è alle porte e abbiamo deciso di dedicare ai nostri lettori la top ten dei racconti di paura della…
Matrimonio, game of thrones, Kit Harington, Rose Leslie, Jon Snow, Ygritte

Game of Thrones: il matrimonio di Kit Harington ferma l’avanzata degli estranei

Game of Thrones: riprese bloccate! Tutto il cast parteciperà alla cerimonia. Il mese scorso la coppia ha annunciato il loro…

Cose random su Netflix Vol.2

Cose random su Netflix è tornato per la vostra gioia! Ok, siamo sinceri, sono quasi più felice io di scriverlo…
Game of Thrones

I 13+1 fatti storici a cui è ispirato Game of Thrones

Game of Thrones. Tra Storia e finzione: la geniale serie culto degli ultimi anni è ispirata a fatti e personaggi…
Legion 2, Noah Hawley, Dan Stevens

Legion 2: foto dal set e prima pagina della sceneggiatura!

Due giorni fa sono iniziate le riprese della seconda stagione di Legion. Ecco tutti i dettagli per gli appassionati degli…

10

Capolavoro

Pro

    contro

      Seguici sui nostri canali social!

      Vai alla barra degli strumenti