The Devil's Candy

6.5

The Devil’s Candy

Regista

Sean Byrne

Genere

Horror

cast

Ethan Embry, Shiri Appleby, Pruitt Taylor Vince, Kiara Glasco

sceneggiatore

Sean Byrne

produttore

Jess Calder, Keith Calder

durata

80 minuti

Offerte
Data di uscita

7 Settembre 2017

Jeesse, un pittore tormentato da conflitti interiori, la giovane moglie Astrid e la figlia Zooey comprano la casa dei loro sogni, il cui prezzo è sceso a seguito dell’oscuro passato che avvolge la proprietà. La loro vita inizia a complicarsi quando i quadri di Jesse assumono un aspetto demoniaco e lui comincia a sussurrare con la voce del diavolo. Nel frattempo Ray, il figlio disturbato dei vecchi proprietari, sviluppa un’ossessione per Zooey, dopo essere comparso sulla soglia di casa chiedendo di ritornarvi. Appare subito evidente che Ray e Jesse sono entrambi posseduti dalle medesime forze oscure e che la famiglia di Jesse non è al sicuro né da Ray né dal diavolo stesso.

The Devil’s Candy. Ambizione, musica e arte protagoniste della discesa verso il Maligno.

The Devil's Candy

Lasciami entrare

Quando il diavolo sconvolge le vite

Una voce nella notte. Ray si sveglia, e comincia a suonare la chitarra elettrica nel modo più rumoroso possibile. Ma non basta. E non appena il suono si arresta, scatta l’impulso omicida. Qualche tempo dopo Jesse, pittore in bolletta, si trasferisce nella caso dove l’omicidio ha avuto luogo insieme alla moglie Astrid e alla figlia Zooey. Ma se l’aria che si respira in famiglia è calda e solare, accompagnata dal metal passione comune di padre e figlia, la notte un antico richiamo pervade la mente di Jesse. E ne ispira l’arte. Ovviamente, quel richiamo si dimostrerà essere tutt’altro che facile da gestire…

The Devil's Candy

“The Devil’s Candy” è un film narrativamente semplice. Quella che vediamo sullo schermo è una classica famiglia americana, giovane e felice quanto basta, che si trasferisce nella solita casa pregna di malvagità a causa del basso prezzo e della mancanza di timore per la sua storia macabra. Il binario è ben oliato, persino definibile come cliché; eppure, come sempre succede nell’horror ben fatto, tanto basta. Perché in “The Devil’s Candy” a vincere il cuore (e l’angoscia) degli spettatori intervengono fattori fondamentali. Una volta tanto, per cominciare, i personaggi riescono ad essere ben più che semplice carne da macello. Secondariamente, esattamente come i protagonisti e comprimari tutti, il film stesso ha una propria identità forte, profonda.

Sette note in nero

Niente trillo del diavolo, questa volta

Il metal è una colonna portante (non solo sonora) del film. La terribile voce del Demonio che sentiamo a partire dall’incipit non è altro che un geniale pezzo del gruppo drone doom metal statunitense Sunn O))), fulcro dell’intera pellicola. Ad esso si affiancano altri nomi anche piuttosto celebri del generi, dagli Slayer ai Goya per arrivare alla storico “For Whom The Bell Tolls” dei Metallica, che aprono i titoli di coda. Lo spazio per descrivere la vita di tutti i giorni è affidato ad un brano più leggero e spensierato, il rock di “Shake” dei The Wanton Bishops. L’anima del film viene anche incarnata dal personaggio del distrutto e terrorizzante/terrorizzato Ray, interpretato da un mai tanto efficace Pruitt Taylor Vince, punta di diamante di un cast eccezionale.

The Devil's Candy

La scelta di una simile colonna sonora, che trova il suo apice nella splendida “Sail Into The Black” dei Machine Head, riporta il vasto genere musicale ad essere interpretato come arte pura, espressione sì demoniaca ma anche al contempo potenza vitale per la famiglia protagonista. Musica che circonda e descrive il film tutto, fino allo splendido finale che svela più di una chiave di lettura sulla provenienza di simili “melodie” moderne da sempre al centro di inutili diatribe. Una sorta di dichiarazione d’amore dedicata ai tanti cultori del metal verso la loro musica.

The Wicker Man

Un horror moderno tra stile classico e tragedia greca

Sean Byrne, sceneggiatore e regista del film, descrive “The Devil’s Candy” come una sorta di tragedia greca. Non sono pochi i riferimenti nel film alla storia di Ifigenia, mitica figlia del Re Agamennone il cui sacrificio avrebbe dovuto permettere la buona partenza delle navi greche verso Troia. Anche qui, la caramella del sorprendente titolo riporta ai bisogni sacrificali dovuti a Satana, in una chiave più misterica e onirica che biblica, che permette all’opera di Byrne di distanziarsi da una raffigurazione demoniaca già troppo vista nel genere.

Ma quello che più sorprende, è forse il lavoro svolto sulla regia. La macchina da presa evita movimenti complessi, devia dal brusco e dal punto di vista violento, poca importa se al centro dell’inquadratura sia un tranquillo paesaggio diurno o il risultato di un omicidio a colpi di sega. Il ritmo risulta così dilatato nonostante la durata tutt’altro che eccessiva del film, garantendo una discesa emotiva e personale dello spettatore nel mood e nelle atmosfere del film.

Altro punto a favore del film è la fotografia, nettamente divisa tra luci ed ombre piene, senza troppi compromessi, con l’eccezione di fasci di luce quasi soprannaturali che arrivano ad inondare l’atelier-garage di Jesse nei suoi momenti di atroce creazione artistica. Il Male non è mai legato all’oscurità piena, e resta sempre comprensibile, avvertito, più reale del dovuto. Più minaccioso e tangibile. Più dolorosamente (dis)umano.

Fabio Mauro Angeli

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9.5

Epico

Pro

  • Atmosfera semplicemente perfetta
  • Colonna sonora metal imperdibile
  • Un film horror magnifico, tra gusto classico e stile moderno
  • Interpretazioni di spessore

contro

  • Se per spaventarvi avete bisogno di gore ed effetti, potrebbe non fare per voi
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