Dunkirk

8,4

Dunkirk

Regista

Christopher Nolan

Genere

Azione , Guerra

cast

Mark Rylance, Tom Hardy, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Harry Styles

sceneggiatore

Christopher Nolan

produttore

Christopher Nolan

durata

106 min.

Offerte
Data di uscita

31 Agosto 2017

“Dunkirk” inizia con centinaia di migliaia di truppe britanniche ed alleate circondate dalle forze nemiche. Intrappolate sulla spiaggia con le spalle rivolte verso il mare, le truppe si trovano ad affrontare una situazione impossibile mentre il nemico si stringe intorno a loro. La storia si sviluppa tra terra, mare ed aria. Gli Spitfire della RAF si sfidano col nemico in cielo aperto sopra la Manica in difesa degli uomini intrappolati a terra. Nel frattempo, centinaia di piccole imbarcazioni capitanate da militari e civili tentano un disperato salvataggio, mettendo a rischio le proprie vite in una corsa contro il tempo per salvare anche solo una piccola parte del proprio esercito.

Dunkirk. Il ritorno nei cinema di Christopher Nolan è un film riuscito, ma niente di più.

Dunkirk

La solfa è sempre la stessa: il prossimo film di Christopher Nolan è in uscita, e già da mesi sappiamo che sarà un Capolavoro. Non all’interno della filmografia del regista. Non all’interno del proprio genere. Immancabilmente, il nuovo film di Nolan deve essere un Capolavoro della Storia del Cinema. Insomma, una cosa tipo “è l’estate più calda dagli anni Sessanta”. E anche in questo caso, la storia si è ripetuta. Solo, ci siamo dimenticati che, nel 2017, fare “il film di guerra più bello di sempre”, sembra un filo impossibile. Almeno a Nolan.

Dunkerque, 1940. La fiction e la forma.

Il silenzio circonda un piccolo drappello di uomini. Soldati, inglesi. Poi, una improvvisa e inquietante pioggia di manifesti riempie l’aria di Dunkerque: “WE SURROUND YOU”. Una minaccia invisibile, quasi magica e impalpabile. Poi, una raffica di colpi d’arma da fuoco e la corsa disperata verso la linea alleata, e poi la spiaggia, in attesa di ripartire per tornare a casa.

Dunkirk

Un incipit terribile e inquietante per un film che è tutto meno che un film di guerra. Perché “Dunkirk” è un film sulla guerra, che per quanto riguarda la forma si trova a somigliare più tra il film horror e il videoclip. Da una parte abbiamo la paura, il terrore sordo e cieco derivante da una forza “oltre” (quasi sempre fuoricampo) che non lascia tregua, à la “It Follows”. Dall’altra abbiamo il potente ma non sempre azzeccato score musicale di Hans Zimmer, che lascia da parte le parole dei protagonisti e assurge il compito di condurre da solo la narrazione del film.

Oltre a quanto succede sulla terraferma, il film racconta con due temporalità e punti di vista diversi quanto accade per mare (la traversata dalla patria a Dunkirk della gente comune in aiuto ai connazionali) e in aria (l’epopea di un pilota RAF di Spitfire impegnato a coprire la ritirata delle truppe).

Dunkerque, 1940. La realtà storica.

Diciamolo subito: il film funziona. Si viaggia tra l’esaltante ed il terrificante, il tutto per una durata (stranamente) del tutto adatta che evita inutili stiracchiamenti e il dilatarsi eccessivo delle situazioni. Gli attori sono tutti in parte, in particolare uno straordinario Tom Hardy, che recita in condizioni davvero particolari, e sorprendente è anche l’interpretazione di Harry Styles, frontman degli One Direction.

Dunkirk

Piccoli appunti andrebbero fatti piuttosto alla veridicità storica di quanto vediamo sullo schermo (e cercheremo di andarci cauti, evitando di fare riferimenti alla diretta trama del film per non rischiare di fare spoiler). Uno su tutti: Hitler stesso facilitò di fatto il rientro in patria degli inglesi da Dunkerque, in almeno due modi. Infatti sia sottostimò il numero di unità presenti nel settore della città (oramai in rovina, diversamente da quanto mostrato nel film) ritirando le sue Panzer-Division sull’Aisne e sulla Somme, sia tentò vie di negoziazione e risoluzione diplomatica temporeggiando, data l’enorme stima che provava nei confronti di Churchill in quanto uomo politico e leader.

Non è vero invece che i soldati francesi siano assenti dal film, o siano dipinti come antipatici codardi. O almeno, se lo sono, lo sono non meno degli inglesi protagonisti della pellicola. Del tutto assenti, piuttosto, doverosi riferimenti a combattenti di nazionalità diversa da queste due.

Sorvoliamo comunque su tutto ciò, perché il Cinema, quello vero, a volte è tutt’altro che realtà storica. Vero, Quentin?

Ma il vero problema è…

Ebbene, il vero problema di “Dunkirk” è quello di non essere né carne né pesce. Siamo davanti ad un film rumorosissimo, fondato su guerra e paura, dove il pensiero di fondo sembra essere quello di spersonalizzare attori celebri in una massa confusa di superstiti in corsa per la vita.

Dunkirk

Salvo poi celebrare l’eroismo del personaggio di Hardy fino all’estremo; e salvo l’instaurare il dramma privato e psicologico di un ottimo Cillian Murphy nel tessuto della trama; salvo Kenneth Branagh capace solo di passeggiare su e giù per il porticciolo bombardato; e salvo lo spropositato monumento eretto al sacrificio che a tratti parrebbe unicamente inglese dal regista. Incapace di mostrare il sangue dove serve. Incapace di prendere una posizione che vada oltre la semplice denuncia della guerra “in quanto tale”. Ed incapace di costruire un finale che non ricalchi situazioni già affrontate (“Inception”) dando spazio ad un’ultima scintillante occasione di sfoggiare (in)sano patriottismo e trionfalismo made in UK.

Aggiungiamoci qualche cliché di troppo nella sceneggiatura tutt’altro che risicata come si dice, e il quadro è completo. Che piaccia o meno, siamo davanti ad un Nolan, pregi e difetti inclusi. Con la sola differenza che questa volta, non si sa bene perché, il regista si avverte poco. Pochissimo. Prendere o lasciare. Noi prendiamo, ma con riserve. Aspettando il terzo Capolavoro di un autore che oggi sarebbe semplicemente folle ignorare.

Commento finale:

“Dunkirk” è un buon film sulla guerra, ed un film molto buono per Nolan. Non è imbarazzante come “Il Cavaliere Oscuro: il Ritorno” o fallace come “Interstellar”, ma non è nemmeno “The Prestige” o “Memento”. Insomma, capiamoci: Christopher Nolan è un regista talentuoso nella tecnica, con pregi e difetti spaventosi. E paradossalmente, questo paradigma è evincibile soprattutto da questo film, dove di Nolan c’è davvero poco. Benvenuti nel nuovo video musicale troppo parlato di Hans Zimmer.

Fabio Mauro Angeli

Rispondi

Poveri ma Ricchissimi

Poveri ma Ricchissimi: ecco il trailer del film

A Natale 2017, arriva "Poveri ma Ricchissimi", sequel del film del 2016 diretto da Fausto Brizzi. Il film avrà di…

Iniziate le riprese del film “Wine To Love” con Ornella Muti!

Wine To Love. Domenico Fortunato e Ornella Muti insieme sul set per la romantic comedy ambientata tra il Vulture e New…
harry potter

Nel 2018 a Firenze la coppa del mondo di Quidditch

No, non è uno scherzo. La città fiorentina ospiterà nel 2018 diverse squadre per lo sport della saga di Harry…
La Voce del Lupo

La Voce del Lupo: ciak tra i lupi per Maria Grazia Cucinotta e Christopher Lambert

La Voce del Lupo. Iniziate le riprese del film italiano con Christopher Lambert e Maria Grazia Cucinotta! Iniziate da una…
The Post

The Post: il trailer del nuovo film di Steven Spielberg

The Post. Ecco il trailer del nuovo film di Steven Spielberg con protagonisti Tom Hanks e Meryl Streep. La 20th Century…

7

Buono

Pro

  • Un film dalla tecnica indiscutibile
  • War movie di livello
  • Buone interpretazioni... anche quella di Harry Styles!
  • Idea alla base più che interessante

contro

  • Un buon involucro vuoto di sostanza
  • La sceneggiatura, per quanto risicata... proprio no.

Seguici sui nostri canali social!

Vai alla barra degli strumenti