All Eyez On Me

5.8

All Eyez On Me

Regista

Benny Boom

Genere

Biopic

cast

Demetrius Shipp Jr., Danai Gurira, Kat Graham, Annie Ilonzeh, Dominic L. Santana

sceneggiatore

Jeremy Haft

produttore

Morgan Creek Productions

durata

137 min.

Offerte
Data di uscita

7 settembre 2017

La breve e sfortunata vita di Tupac Amaru Shakur, nato a New York da una madre affiliata alle Pantere nere e trasferitosi poi in California, nel pieno del disagio sociale. Il suo talento di rapper emergerà, ma la sua esposizione mediatica lo condurrà verso un destino tragico.

All Eyez On Me. Un mediocre biopic di una vita straordinaria.

All Eyez On Me

All Eyez On Me” dovrebbe essere the untold story of Tupac Shakur… ma di untold c’è ben poco. Sapevamo già tutto. Manca quell’alone di mistero, quel briciolo di magia che in casi come questo dovrebbero stare alla base.

Se fai un film devi fare un film, se no fai un documentario. Consiglio questo film a chi non sa nulla su Tupac e vuole avere una serie di informazioni, ma nulla più.

Un progetto campato per aria

Un personaggio come Tupac meriterebbe un biopic colossale e sceneggiato dai più grandi maestri. “All Eyez On Me” invece è il prodotto di una trafila che dura da 15-20 anni.
L’idea di un film sul rapper più famoso della storia è passata di mano in mano, cozzando sempre con la volontà della madre. Alla morte di quest’ultima, il via libera è stato dato ma il progetto è passato in mano ad un regista di videoclip, Benny Boom. E che non sappia fare film si vede purtroppo: scene inserite male, inconclusive, poco ritmo…

Quanti errori!

Oltre ad una serie di “errori”, o comunque di cose poco riuscite da un punto di vista cinematografico, il film è stato scritto piuttosto da cani. In primis perché i personaggi sono le caricature di loro stessi. Personaggi additati come “cattivi” nella vita di Tupac, vengono rappresentati come troppo cattivi. Altri come troppo buoni. Lo stesso Tupac, che ha vissuto una vita di altissimi alti e bassissimi bassi, viene rappresentato in maniera troppo estremizzata in tal senso.

All Eyez On Me

Insomma pare che manchi la ricerca delle psicologie dei personaggi, le sfumature che tanto ci fanno innamorare di alcuni caratteri. Manca quell’equilibrio tra bene e male che è il segreto di ogni buona sceneggiatura. Come dicevo all’inizio inoltre manca quel briciolo di significato e di mistero. “All Eyez On Me” non lascia nulla al sentimento e all’interpretazione. Basti pensare che la scena che dovrebbe essere clou, la morte, non riesce a strapparti una lacrima.

All Eyez On Me

Infine, forse più divertente che fastidiosa, è un’incongruenza storica che stende un velo pietoso su tutto. Tupac che canta “Hail Mary” e il pubblico che canta con lui. Uno dei brani più famosi certo, ma uscito postumo.

La cosa migliore?

Direi la somiglianza del protagonista e dei suoi comprimari con le persone che interpretano. Almeno i responsabili del casting sono stati encomiabili. Sembra a volte di rivedere gli stessi personaggi che hanno calcato quelle scene nei ’90. Nota dolente, a scapito di questa somiglianza, la recitazione non molto ferrata. Però non si può mica avere tutto.

All Eyez On Me

Aggiungerei anche che forse la parte più toccante e riuscita è quella apertamente documentaristica delle ultime immagini.

“Sei giorni dopo, il 13 settembre, Tupac fu dichiarato morto.
9 album di platino… 7 album postumi… 75 milioni di album venduti… 713 canzoni… 7 film… tutto all’età di 25 anni.”

Mentre riflettiamo su quello che sarebbe potuto essere Tupac per questo mondo, arriva come una mazzata una video intervista originale. Vediamo il vero Tupac parlare come solo lui sa fare, esprimere poeticamente e con gran convinzione ciò che pensa. Lui avrebbe sempre detto quello che c’era da dire. Avrebbe voluto cambiare il mondo. E il mondo lo stava ascoltando.

“Sono passati due decenni da quando Tupac venne assassinato. Ad oggi, il suo assassinio rimane irrisolto.”

Ma come tutte le leggende il suo tempo con noi è stato limitato. Ne rimane solo il ricordo, ricordo che però è forse meglio coltivare in altro modo, piuttosto che guardando questo film.

Bello comunque l’omaggio che la produzione ha voluto fare trasmettendo il film come evento speciale dal 7 settembre (data della sparatoria) al 13 settembre (data del decesso).

All Eyez On Me

Commento finale:

“All Eyez On Me” è un banale biopic che presenta i fatti in maniera didascalica. Nulla di cinematografico in questo film, male approfondito dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi e della sceneggiatura. Se non conoscete Tupac, prima punitevi per la vostra ignoranza, poi magari guardate questo film giusto per farvene un’idea. Ma meglio se imparate a conoscerlo attraverso la sua musica, i libri, le parole della gente. Perché questo biopic non rende giustizia alla vita straordinaria di un personaggio unico, divenuto leggenda.
L’unico “All Eyez On Me” che vi consiglio è il brano di Tupac da cui è tratto il titolo.

Luca Sabbatini

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