SUPERHOT – Non è uno sparatutto, e non ha una storia

SUPERHOT. Uccidi i tizi rossi!

Eseguire SUPERHOT.exe? È un bel gioco, strano forte. SUPERHOT non ha una trama, devi solo sparare ai tizi rossi. E comunque, sparare è la cosa meno figa.

SUPERHOT

  • DATA DI USCITA: Agosto 2013 (in una versione prototipo sviluppata in una settimana)
  • GENERE: (non)Sparatutto FPS
  • GAME DIRECTOR: Piotr Iwanicky
  • STORY: Cezary Skorupka
  • LEVEL DESIGN: Panos Rriska (la prova vivente che puoi amare alla follia una persona e nello stesso momento volerle fracassare la testa con un cric)
  • SOUND DESIGN: Artur Walaszczyk
  • 3D ARTIST: Konrad Kaca

Riportare questi nomi non è stato per niente facile. solo a leggerli, si può sentire in lontananza Luca Giurato che chiede scudo e rinuncia, ma è uno sforzo che va affrontato a cuor leggero, perché probabilmente questi nomi da cosacchi non vi dicono niente. Invece appartengono ad un team che ha sfornato un vero capolavoro del settore videoludico, uno di quei prodotti da cui si trarrà ispirazione in futuro. “SUPERHOT” è il gioco di cui presto tutti si dimenticheranno finché un tizio con un conto in banca da far paura non vedrà il figlio giocarci e non penserà di prenderne il meglio e scartarne il peggio, non diminuirà la difficoltà, non aggiungerà qualche bug, non aggiungerà un prezzo che sfiora i due zeri ed una campagna online con i server che crashano un giorno sì e un giorno sì. Nuovo capolavoro.

Tuttavia il SUPERHOT team un po’ di pubblicità se l’è meritata.

Alla base di un Capolavoro: il concept ed il gameplay

Per descrivere il gameplay di “SUPERHOT” occorre una sola parola: “Matrix”Il gioco nasce dal concept del capolavoro dei fratelli (ora sorelle) Wachowski, un concept che è presto diventato marchio di fabbrica dell’intera saga e si è meritato un posto nell’olimpo cinematografico delle: cose che non ho mai visto né sentito ma che ho già visto e sentito dappertutto: insieme a Gollum, la lista delle cose da NON fare quando si possiede un Gremlin e la maschera di Darth Vader.

Senza “Matrix” la storia del cinema e della fantascienza moderna sarebbe stata molto diversa. E sicuramente SUPERHOT non sarebbe mai venuto alla luce, e non solo per quanto concerne il gameplay. Il messaggio dietro Matrix (detto in parole semplici) è: “Il mondo dove vivi è una colossale puttanata.” Puttanate la sua storia, puttanate la storia dello stato in cui vivi, puttanata la tua storia, ed è una puttanata anche la tua vita.

SUPERHOT

L’unica verità

Solo una cosa è vera. Ed è l’unica cosa su cui tutto il mondo (il mondo che conosci) si è sempre trovato d’accordo nel dire che fosse una puttanata. Ovvero,  gli alieni esistono e non sono stati amichevoli. Che poi “alieni” rispetto a cosa? Loro sul pianeta ci hanno messo le radici, lo hanno costruito, siamo noi che da esseri pensanti siamo passati all’essere delle vere e proprie piante. A casa mia questa si chiama “catena alimentare”. Poi alcuni uomini e donne hanno avuto l’ardire di uscire dalle camere di stasi dove erano stati confinati per fare il loro lavoro di specie inferiore. Questi ultimi possono ambire al massimo al ruolo di “animali feroci”, di “parassiti”, “specie infestanti”…

Ma l’humanitas non c’è in tutto questo. Tutte quelle favole sulla giustizia, il cosmopolitismo e la condivisione di valori diventano fuffa quando c’è in gioco la lotta tra le specie per il territorio. E di questo parliamo qui, oggi.

Matrix

Velocità e Violenza

In “SUPERHOT” non si uccide. In “SUPERHOT” si lotta per la sopravvivenza. Uno contro tutti: disarmato, in trappola, tiri fuori gli artigli, mostri i denti ed all’improvviso ogni oggetto attorno a te si trasforma in un’arma che Rorschach con il suo spray lanciafiamme ti fa una pippa proprio. Il tizio rosso ti minaccia con una pistola e tu gli lanci addosso un posacenere con una forza tale da mandarlo in frantumi. Poi prendigli la pistola e ficcagli una pallottola in testa, mentre un altro corre verso di te brandendo una katana. Tu tiragli pure un cazzotto in faccia prima che possa assestare il fendente, prendigli la spada e lanciala contro quell’altro tizio che sta per svuotarti il caricatore del suo mitra in faccia. Lo trafiggi, prendi il mitra e con tutta la tranquillità di questo mondo, accoppi gli ultimi due che stavano ancora tirando fuori le pistole.

Watchmen

Il Tempo è dalla nostra parte

Sei stato così rapido che i frammenti del posacenere non hanno ancora toccato terra. “SUPERHOT” fa della semplicità il suo punto di forza. Abbiamo a disposizione una gamma di armi nemmeno tanto vasta. Pistole, fucili a pompa, mitragliatori, qualche arma bianca e vari oggetti che possono essere scagliati. Infine, i proverbiali pugni. Ognuna delle armi ha ovviamente il suo move set, qui ridotto all’osso. Abbiamo una sola cosa dalla nostra parte. Il tempo.

Il tempo si muove ogni volta che ci muoviamo anche noi. E questo consente una pianificazione enorme per quanto riguarda la sintonia con la mappa e i relativi nemici. Riusciremo senza problemi a liberarci di tre nemici che ci puntano una pistola addosso in un ascensore, o a fare una strage in un bar pieno di gente armata di fucili. Tutto sta nel “come”. E, ovviamente, nel sentirsi dei fighi della madonna a compiere delle azioni che abbiamo visto solo nelle americanate più marce a base di occhiali da sole, barbe incolte e tette. L’importante è sbarazzarsi dei tizi rossi.

SUPERHOT

 

Il meta-gaming è servito: Superhot.exe

Non solo il gameplay, ma la trama stessa presenta numerosi riferimenti al concept di “Matrix”. Già solo per il fatto che non si parla di narrazione ma di meta-narrazione (concetto che volendo potremmo applicare anche allo stesso film). Il gioco vede noi stessi come protagonisti, e parte tutto dal titolo completo del gioco: “SUPERHOT.exe”. Quando noi eseguiamo il file, è come se il nostro computer tornasse indietro di decenni. Ai gloriosi tempi dello schermo nero. Delle scritte pixellose. Delle interferenze video che non vogliono dire un cazzo ma sono così fighe.

In questo scenario elettronico, siamo introdotti ad una chat con un perfetto estraneo. Nessun nome né da parte nostra né da parte sua, nessun tipo di identificativo di nessun genere. I riferimenti alle oscure chat usate per scambiarsi informazioni “delicate” sono molto chiari. Il nostro contatto ci parla di “SUPERHOT”, un videogioco di origine sconosciuta e sconosciuto ai più. complicato da trovare, ma molto bello da giocare. E noi, battendo sulla tastiera in modo casuale per scrivere una risposta già programmata (che per un po’ è una cosa anche divertente ma poi rompe le palle) ci diciamo incuriositi e ben disposti a provare questo affascinante gioco.

SUPERHOT

Pretesti puri e duri

Ovviamente, stiamo per entrare in contatto con qualcosa molto più grande di noi bla bla bla, non sappiamo quello che stiamo facendo bla bla bla, ci faranno il culo a strisce bla. Senza dubbio, la “storia” è la parte meno interessante del gioco. Il suo unico compito è però galvanizzare il giocatore sia fuori sia dentro il gioco. Con un solo messaggio. Se in Matrix il messaggio era: “Ricordati che niente è reale” e si dava per scontato che un gruppo di umani potesse interferire con i piani di un potere superiore, stavamo comunque parlando di un capolavoro americano. In Russia invece, l’ottimismo e le buone maniere non hanno mai trovato molto spazio per mettere radici. E infatti il gioco ti ordina di fare una sola cosa: “Uccidi.”

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