Prey. Soli (o quasi) su Talos I, siamo circondati da un’orda di alieni mutaforma.

Bethesda, Prey

  • Nome completo – Prey
  • Piattaforme – PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows
  • Producer – Bethesda Softworks
  • Developer – Arkane Studios
  • Distribuzione – Digitale / Disco
  • Data di uscita – 5 maggio 2017
  • Genere – Sparatutto in prima persona
  • Versione testata – PS4

Nell’ultimo anno “Prey” è stato sicuramente uno dei videogiochi più attesi. Il motivo, gli ottimi lavori nati dalla collaborazione tra gli Arkane Studios e la Bethesda. Questa unione infatti aveva già portato alla creazione di un gioco apprezzatissimo, “Dishonored“, come anche molto apprezzato è stato il suo seguito.
E’ stato dunque “Prey” all’altezza delle aspettative? Scopritelo con noi.

Che ci sta succedendo?

La storia è quella di un’azienda che sta conducendo esperimenti di vario genere in una stazione spaziale, Talos I (una chicca l’aver chiamato la stazione come un dio di “Skyrim“, titolo Bethesda). Tutto sembra andare per il meglio, quando all’improvviso un incidente scatena il caos. Scopriamo infatti che noi stessi siamo all’interno di questo esperimento, che si rivela più pericolo del previsto. Gli scienziati infatti stanno studiano creature aliene chiamate mimic la cui principale abilità è quella di prendere l’esatta forma di oggetti reali. Oltre al fatto di cibarsi di ogni altra creatura.
La nostra missione è impedire che questi alieni giungano sulla terra, dove porrebbero fine alla vita come la conosciamo. E innanzitutto, sopravvivere.

Prey

Arraffa tutto e scappa

Su Talos I troveremo una grandissima quantità di oggetti nascosti in ogni dove che saranno necessari per la sopravvivenza. Potremo infatti dedicarci al crafting e fabbricare armi, munizioni e simili. Questo lato del gioco è stato molto curato, in quanto gli oggetti sono davvero moltissimi. Spesso sono cose del tutto inutili, che però aggiungono grandissimo spessore alla realtà fittizia e alle storie dei personaggi.
Poi certo, sarebbe stata apprezzata la presenza di un maggior numero di kit di soccorso, ma non si può avere tutto.

Prey

La vita del nostro personaggio infatti fin dall’inizio del gioco sarà a rischio.
“Prey” infatti ci calerà in una grande mappa principale, collegata a diverse altre zone. Non essendoci quindi livelli lineari il giocatore non è posto contro nemici che man mano acquistano potere come lui. Fin da subito potrete quindi incontrare per esempio gli Spettri, alieni più potenti che vi daranno del filo da torcere. E qui sta il divertimento.

Gli scontri

La difficoltà degli scontri è molto variabile.
I mimic normali non danno troppi problemi, a parte il fatto che vi faranno saltare il cuore in gola. Vi capiterà sicuramente infatti di entrare in una stanza tranquilla e di punto in bianco di vedere una sedia che si trasforma in alieno e vi salta addosso.
L’aspetto horror-thriller del gioco è perfettamente riuscito in questo senso. L’atmosfera è terrificante, gli umani ancora di più e lo shock di essere attaccati da una lampada non è poco.

Prey

Il problema più grande del gioco però risiede proprio nel combattimento.
Innanzitutto, molti giocatori si sono già lamentati della mancanza di un sistema di locking per meglio colpire i nemici, come in sparatutto più classici.
In effetti la situazione è spiacevole. Non ci sono modi per prendere meglio la mira sul bersaglio e questo è quasi sempre troppo veloce. Gli alieni infatti sono contraddistinti da una altissima velocità mentre il giocatore è piuttosto impacciato.

Ci si muove molto ma molto più lentamente di mimic e spettri e questo fa sì che spesso i combattimenti diventino davvero fastidiosi. Se ci fosse un modo di reagire in modo più rapido, di rispondere agli attacchi, la cosa sarebbe diversa. Gli scontri invece diventano spesso monotoni e frustranti proprio per questo problema.

Il tocco magico dell’ambientazione

E’ nell’ambito della grafica che più si sente la presenza nel titolo degli apprezzati Arkane Studios.
La grafica di “Prey” infatti ricorda molto da vicino quella di “Dishonored“. Non avremo quindi ambienti e persone realistiche, ma il contrario. Chi conosce “Dishonored” sa che il titolo è caratterizzato da una grafica molto particolare che quasi distorce la realtà. Gli angoli sono più spigolosi, i tratti più marcati, il tutto è più “cartoonato”.

Prey

Qui però la grafica viene alleggerita nei suoi tratti principali, e viene resa più normale e fruibile. Nel complesso dunque l’ambientazione di “Prey” è fatta davvero bene e ci sono spesso scenari che fanno venire voglia di passare al microscopio ogni angolo.

La cura nei dettagli è altissima e come in altri giochi della casa di produzione gli ambienti stessi sono funzionali alla storia.
Capiterà per esempio di non avere il codice di una cassaforte e per trovarlo dovrete utilizzare una tavola degli elementi appeso al muro.
E’ proprio l’ambientazione che fornisce a “Prey” il più grande apporto insieme alle musiche, davvero stupende. Saranno infatti principalmente ambientazioni e colonna sonora a dare al giocatore quel sentore di inquietudine, di paura, su cui “Prey” è interamente basato.

Una storia già vista

Come giudicare “Prey” dal punto di vista dello storytelling?

Nutro opinioni molto contrastanti in proposito.

Ritengo infatti che la storia di per sé, non spettacolare, vada ad intaccare la realizzazione della stessa, ben orchestrata.

Prey

Quello che si può dire è che la vicenda di base è banale.
Esperimenti scientifici nello spazio che finiscono male e portano alla morte di molte persone. Potremmo citare decine di titoli con la stessa identica trama.
Procedendo nella storia potremo imparare speciali abilità aliene. Attenzione però, perché più apprenderemo, più il nostro corpo diventerà simile a quello dei mostri che cacciamo. Anche qui, la faccenda non appare nuova a videogiocatori incalliti.

Molto più interessante invece è come il gioco faccia ricostruire al giocatore la stessa storia. Questa non è esposta in modo lineare e soprattutto c’è la possibilità di scoprire le varie vicende indagando. Attraverso la lettura di diari, email eccetera il giocatore si immerge sempre più nell’ambiente di gioco e nella trama. Ancora inoltre gli Arkane Studios lasciano che le nostre azioni influenzino il gioco: abbiamo infatti 3 possibili finali.

Prey

Vi lasciamo al commento finale…

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Commento finale:

“Prey” è un titolo riuscito, nato forse da aspettative un po’ troppo alte, visti i titoli della casa di produzione.
E’ un gioco molto ben strutturato, la parte di grafica soprattutto è incantevole come già era stato nei precedenti lavori degli Arkane Studios. Quello che proprio non funziona è il combattimento, frustrante per il giocatore.
Un bel videogioco, con una storia ben narrata, benché assolutamente non originale (molti colpi di scena sono intuibili). Un gioco da godersi con tranquillità, che non vi farà perdere ore di sonno ma vi farà saltare 
sulla sedia.

Prey

Prey
8.5

COMPARTO GRAFICO

9.0 /10

COMPARTO SONORO

9.5 /10

STORYTELLING

8.5 /10

GAMEPLAY

7.0 /10

Pros

  • Grafica ed ambientazioni azzeccatissimi
  • Musiche perfettamente funzionali al clima di inquietudine e terrore
  • Caratterizzazione dei personaggi secondari
  • Clima horrorifico

Cons

  • Sistema di combattimento mal calibrato
  • Storia poco innovativa e a volte poco coinvolgente (colpa forse della mappa aperta)

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