Animali Notturni, il revenge movie diretto da Tom Ford

Amore e tormento, insonnia e racconti. Tom Ford stupisce con il suo secondo film, un revenge movie contorto e travolgente.

Animali Notturni, film del 2016, nasce dalla riscrittura del romanzo Tony&Susan di Austin Wright, scrittore statunitense scomparso all’inizio degli anni 2000. L’opera, curata da Tom Ford, stilista di fama internazionale, si presenta, inizialmente, come un thriller, che segue la tormentata vita di Susan Morrow (Amy Adams), nota gallerista d’arte. Ben presto, tuttavia, il film si apre ad una divisione interna del racconto, che vede, da un lato, l’insoddisfazione di Susan, legata ad un uomo che non la ama e la tradisce, e, dall’altro, segue la narrazione del romanzo scritto dall’ex marito della donna, autore di un manoscritto violento e brutale: Animali Notturni.

Il romanzo, una rivincita personale.

Animali Notturni
Tony (Jake Gyllenhaal) e Ray Marcus, uno dei tre criminali del romanzo

Il tratto più sconvolgente della pellicola è dato proprio dal focus sul romanzo di Edward Sheffield (Jake Gyllenhaal), l’ex compagno di Susan. La narrazione vera e propria dell’opera comincia, infatti, nel momento in cui la protagonista riceve il manoscritto del compagno precedente, che non sente da vent’anni. Susan si trova in un momento di grande insoddisfazione personale: la galleria che gestisce sta affrontando un periodo di importante crisi economica e il suo nuovo marito non sembra sostenerla, sia spiritualmente che fisicamente (scopriamo infatti che la tradisce durante i suoi presunti viaggi d’affari).

Susan, inoltre, soffre di insonnia e proprio durante un weekend in cui rimane sola, decide di dedicarsi, durante tutta la notte, alla lettura dell’opera di Edward, Animali Notturni.

Il romanzo, già dalle prime pagine, si dimostra incredibilmente violento, narrando la storia di Tony Hastings (il medesimo Jake Gyllenhaal) e il suo incontro con tre criminali, che rapiranno sua moglie (Isla Fisher) e sua figlia (Ellie Bamber). Susan rimane subito sconvolta dalla crudeltà del racconto, che vede come protagoniste due donne dai capelli rossi (medesima caratteristica fisica che condivide con loro, così come la figlia che ha avuto dal secondo marito).

E mentre Susan ripercorre le pagine scritte da Edward, scopriamo progressivamente il passato dei due: il loro amore, i loro problemi e l’atto che per sempre li ha separati.

Susan: una donna ferita?

Susan (Amy Adams) in una scena del film

Susan, interpretata da un’incredibile Amy Adams, è una donna con un passato complesso. Appartenente ad una famiglia bigotta e perfezionista, che ha allontanato l’altro figlio poiché omosessuale, vive in competizione con la madre, una donna di cui disprezza gli ideali.

Il suo amore con Edward è sincero e giovanile, ma, ben presto, entra in crisi per la diversità dei loro caratteri: lei è una donna sicura, consapevole e schietta, lui un eterno indeciso, che tenta di emergere ma senza troppa convinzione. Incontriamo Edward, infatti, nei suoi primi tentativi di scrittore, bozze che ancora non hanno particolarmente carattere e che lui sottopone alla compagna, la quale li critica con l’intento di spronarlo. Ma Edward questo non riesce a sopportarlo, vittima della sua stessa debolezza. E così Susan si allontana sempre di più, arrivando persino ad abortire alle sue spalle e legandosi poi al nuovo compagno.

E se, da un certo punto di vista, Susan può sembrare una donna crudele e risoluta, che tradisce alle spalle come farà poi il suo nuovo marito, dall’altro sembra solamente un animale ferito, che, vittima di un dolore che non riesce davvero a comprendere, cerca di difendersi, allontanandosi.

Animali Notturni: la vendetta

Il titolo del romanzo che Edward scrive nasce proprio dal soprannome dato dal ragazzo a Susan, da sempre vittima di insonnia. E, il romanzo stesso, è la chiave della rivincita presa dallo scrittore nei confronti della donna amata. Scritto dopo vent’anni dal loro divorzio, la storia racconta tutto il dolore, il rimpianto, la rabbia e la frustrazione di Edward: è una vendetta, per tutto quello che c’è stato tra loro e che ha subito, a parole.

E questo messaggio arriva chiaramamente a Susan, che si rende improvvisamente conto di tutto il male che ha fatto all’uomo. Un uomo troppo insicuro che, nel romanzo, crea un suo alterego progressivamente sempre più forte: una figura che, nonostante il male ricevuto, riesce a trovare una nuova forza vitale di ribalta. Un uomo che cerca e ottiene la sua vendetta. Così come la otterrà Edward, che rinuncerà per sempre di rincontrare Susan.

Revenge (“vendetta”) è dunque la parola cardine di quest’opera, così come troneggia nel quadro che Susan osserva perplessa nella sua galleria.

Tom Ford, il genio dello stilista

Dal film Animali Notturni, gli ambienti asettici

Tom Ford stupisce con questo film stranamente complesso, toccante e violento al tempo stesso. La pellicola risulta infatti incredibilmente emozionante, lasciando però allo spettatore, sul finire, un boccone amaro da mandar giù. La crudeltà della realtà dei fatti.

Animali Notturni è però anche un film contorto, che agisce su più livelli narrativi. Vediamo infatti la storia suddivisa in tre cornici: la prima, che vede Susan ricevere il romanzo; la seconda, la trama stessa del racconto; e una terza, il passato di Susan ed Edward. Ma Ford, stilista affermato, gioca anche su un altro piano: quello cromatico degli ambienti.

Anche questi ultimi sembrano, infatti, suddivisi in tre settori, uno per ciascuna parte del racconto. Se, ad esempio, quando seguiamo l’incontro tra i due giovani protagonisti, che segna l’inizio del loro amore, notiamo un’atmosfera calorosa e ovattata (complice la neve e il clima festivo), il presente di Susan è caratterizzato, al contrario, da ambienti vuoti, bianchi e asettici. Spazi che rappresentano la solitudine e la tristezza della sua realtà. Così come, al contrario, il romanzo di Edward vede cieli luminosi, colori caldi e sfumati. Quasi l’aurora di un nuovo inizio. Mondi diversi, lontani, eppure messi a confronto. Posti sullo stesso piano: quello visivo.

Scelte stilistiche che contribuiscono a sottolineare la potenza espressiva ed emotiva di un film straordinario, firmato da uno dei più grandi stilisti dei nostri anni.

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