Ted Bundy: un’infanzia che sembra una bugia

Il 24 novembre del 1946 a Burlington, Vermont, nasce Theodore Robert, figlio di un rapporto illegittimo. Il piccolo Ted verrà fin da subito cresciuto dai nonni e spacciato come figlio loro, al fine di difendere la reputazione della giovane madre, Eleanor Louise Cowell.
Le voci sulla presunta paternità erano molteplici: addirittura si supponeva che Samuel Cowell, il nonno di Ted, avesse abusato della figlia.
Nel 1951 Louise sposa Johnny Bundy, che adotta Ted come figlio proprio e gli dà il suo cognome. Nonostante ciò, Ted Bundy proverà sempre disprezzo per il patrigno.

Da adolescente, Ted scopre la verità riguardo le sue origini: ciò lo porterà a covare un forte risentimento verso la madre.
Si suppone che la furia omicida del ragazzo sia stata scatenata da questi episodi. Già all’epoca, tuttavia, era conosciuto come un guardone, fissato con i corpi femminili nudi e mutilati.

Nel 1969, Bundy si iscrive all’università, dove frequenta i corsi di legge e psicologia, dove dimostra di avere brillanti e spiccate qualità.

Gli omicidi e la condanna a morte

I primi omicidi risalgono al 1974. Il modus operandi di Ted Bundy consisteva nell’adescare le vittime fingendo di avere un braccio ingessato, che lo impossibilitava a caricare oggetti pesanti in auto. Una volta caricate in auto anche le vittime, le stordiva, sodomizzava e strangolava, per poi gettare via i cadaveri.
Janice Graham è la prima ragazza a raccontare che un certo Ted l’ha adescata con questo metodo, e si diffonde un identikit. Bundy riesce però a trasferirsi in tempo nello Utah. Qui continua a rapire ed uccidere le vittime, fingendosi però un poliziotto.

Nel 1975 viene arrestato in Colorado e riconosciuto. Nella sua auto, un maggiolino, vengono ritrovati oggetti facilmente riconducibili al suo operato: una spranga (con cui sodomizzava le vittime), un passamontagna, un rompighiaccio e delle manette. Mentre la polizia aspetta la prova definitiva per incastrarlo, Ted Bundy riesce ad evadere.

Finalmente, nel 1978, viene arrestato e processato. Durante le sedute in tribunale, il giudice si rende conto della grande intelligenza dell’imputato, e la considera sprecata per un uomo che si è macchiato di 36 omicidi. Viene condannato a morte nel 1980.
Durante il periodo di detenzione si dimostrerà molto attivo e interessato ad aiutare la polizia nelle indagini del killer di Green River. In realtà, vuole soltanto mettersi in mostra, sebbene le sue abilità investigative non siano per niente sprecate.

Il 24 gennaio 1989, Ted Bundy viene giustiziato sulla sedia elettrica.

Il mostro (The Deliberate Stranger, 1986)

Mark Harmon, in questa miniserie televisiva in due puntate, interpreta egregiamente Ted Bundy riproducendone la postura rigida e lo sguardo di sospetto. Per questa interpretazione viene infatti candidato al Golden Globe.
L’opera omette l’infanzia e l’adolescente del killer, preferendo concentrarsi sull’attività omicida.

Ted Bundy (2002)

Questo film è rappresentazione romanzata della carriera omicida di Ted Bundy: infatti, parecchie sono le differenze rispetto alla realtà dei fatti.
Ted non venne bocciato all’università, ma anzi, come già detto, era brillante in psicologia.
Nel film viene arrestato per la prima volta nel 1976, mentre invece ciò accade un anno prima; il secondo arresto, del 1978, non avviene di giorno ma di notte.
Le sue ultime parole, infine, non sono state “Dite alla mia famiglia che le voglio bene”, bensì “Jim e Fred, vorrei che voi portaste il mio affetto alla mia famiglia e ai miei amici”.

Uno sconosciuto accanto a me (The Stranger Beside Me, 2003)

Questo film per la televisione è tratto dall’omonimo romanzo del 1980 di Ann Rule, amica di lunga data di Ted Bundy, la quale non ha mai minimamente avuto il sospetto che l’uomo potesse essere un assassino.

Conversazioni con un killer: il caso Bundy (Conversations with a killer: the Ted Bundy tapes, 2019)

Il 24 gennaio 2019 il documentario fa la sua comparsa su Netflix.
Con quattro episodi, ciascuno della durata di un’ora, si ripercorrono oltre 100 ore di conversazioni che Ted Bundy ha avuto in carcere. Le sue dichiarazioni vengono intervallate da interviste ad amici, parenti, vittime sopravvissute e forze dell’ordine che hanno avuto a che fare con il killer.

Ted Bundy – Fascino criminale (Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile, 2019)

Veniamo ora, finalmente, all’ultimo film riguardo Ted Bundy, che esce nelle sale cinematografiche in data odierna.
L’uscita è stata anticipata da un grandissimo hype, soprattutto perché ad interpretare lo spietato killer è Zac Efron, cotta adolescenziale di tante ragazzine nel mondo a causa del ruolo di Troy Bolton in High School Musical.
Un Zac Efron al massimo della forma, decisamente utile allo scopo: si dice infatti che Ted Bundy utilizzasse il suo fascino e carisma per sedurre le vittime. L’interpretazione di Efron è stata infatti acclamata, poiché è risultata molto realistica; non si può dire la stessa cosa del film, che è stato considerato un prodotto nella media.
La storia è raccontata dal punto di vista di Liz Kloepfer, interpretata da Lily Collins, fidanzata di Ted che si trova di fronte ad una dura realtà: quella di amare un serial killer.

A questo punto, non mi resta che invitarvi ad andare al cinema per… conoscere Ted Bundy, e restare dannatamente affascinati dal male.

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