Nove film che vi strapperanno il cuore

Nove film intollerabilmente tristi scelti per voi

“La vita è bella forse solo per Benigni, perchè la vita si sa, è una merda” F.F.

“Sarah Lynn? Sarah Lynn?” Bojack Horseman

 “La citazione di Bojack mi ha ucciso” Voi

 

La cinefilia, a volte, pare essere un atto di masochismo.  Qualche mese fa, ricorderete, vi abbiamo parlato di scene MOLTO spaventose QUESTO ARTICOLO

Oggi invece vogliamo farvi fare un piccolo viaggio fra quei film che raccontano il male di vivere, la cattiveria umana, la depressione e la morte. Film da prendere a piccole dosi, la cui assimilazione richiede tempo e grande fatica. E una grande dose di coraggio.

Saranno film, vi assicuriamo, assolutamente bellissimi. E poco noti, perché non avete certo bisogno di noi per sapere che Lars von Trier fa film tristi. Dunque mettetevi comodi, prendete appunti, sbriciolate qualche pasticca di Xanax nella cioccolata calda e seguiteci!

BOY INTERRUPTED (DANA PERRY)

Boy interrupted

Breve biografia di una breve vita. Evan e il suo costante rapporto con la morte, attesa, corteggiata, cercata e infine trovata a soli 15 anni dopo un volontario volo dalla finestra della sua camera. La sindrome bipolare raccontata senza sconti o regali. E soprattutto senza gente che la sconfigge ballando la zumba nei sacchi neri. Scontato dire che se siete genitori soffrirete in modo intollerabile.

IL SETTIMO CONTINENTE (MICHAEL HANEKE)

 

Qui si vola alto, e vale la pena spendere qualche parola in più.

Questa incredibile opera prima di un Maestro è -forse per la tardività dell’esordio- un film di rara maturità.

La famiglia protagonista è infatti una normale famiglia borghese, nemmeno particolarmente disfunzionale. Una famiglia dove non ci sono spaventosi segreti, violenze, isolamento o disinteresse reciproco. Una famiglia come ce ne sono altre milioni. Si vogliono perfino molto bene, in realtà.

Quello che però c’è è il vuoto. Un vuoto emozionale, un vuoto di senso della vita, un vuoto progressivamente riempito di oggetti materiali. La loro presa di coscienza, la scientifica e fredda distruzione tutti quegli oggetti (in una delle più belle scene della storia del cinema) e il loro incredibile gesto finale diventano quindi una distruzione della loro maschera di ipocrisia.

Haneke attacca la borghesia non con un martello (sono capaci quasi tutti) ma con una lama sottile e tagliente. Uno dei più grandi esordi che si possano immaginare

LA TOMBA DELLE LUCCIOLE (ISAO TAKAHATA)

 

Ok, si era detto niente film noti, e questo è notissimo.

Ma raramente si è visto un film animato tanto straziante. L’innocenza della fanciullezza violentata dall’orrore della guerra, due bambini soli contro la crudeltà del mondo. E nessuna speranza sulla loro sorte, fin dall’indimenticabile prima scena. Imperdibile, ma non vi farà dormire per un bel po’.

Consiglio spassionato: recuperate la versione col vecchio doppiaggio, oppure guardatelo in lingua originale.

 

ZHIT/LIVING (VASILIY SIGAREV)

Ovvero quelle frizzanti ambientazioni post-sovietiche che farebbero venire la depressione dura pure ad Amelie Poulain. Possono essere allegre le storie ambientate in siffatti luoghi? COL CAZ Assolutamente no! Infatti vediamo intrecciarsi tre storie di povertà, abbandono, malattia mentale, violenza e non-accettazione del lutto. Tutto fra cemento, fango e cieli plumbei.

E vai col Cipralex (se non sapete cosa sia, ritenetevi fortunati)

MAGICAL GIRL (CARLOS VERMUT)

Spagna! E subito viene da pensare a calore, flamenco, risate e gioia di vivere, no? No.

Come una serie di coincidenze a catena possono distruggere delle vite che sono già sull’orlo del precipizio. Tanti dubbi strazianti, tante domande senza risposta. E una singola pagina del diario di una bambina che non dimenticherete mai, neanche volendo.

 

ALABAMA MONROE (FELIX VAN GROENINGEN)

C’è tanta meravigliosa musica bluegrass ma non siamo negli Usa, bensì in Belgio.

Un dolorosissimo film sul lutto, sulla difficoltà di continuare ad amarsi quando si è chiusi nella propria inimmaginabile sofferenza. Qui l’amore non vince su tutto, nonostante la sua forza. Il frame che vedete è una delle più potenti sintesi visive di questo concetto che si possano immaginare.
Soffrirete.

TORE TANZT (KATRIN GEBBE)

Il titolo inglese del film è “Nothing bad can happen”. Inutile dire quanto invece POSSA succedere qualcosa di orribile, vero?

Soprattutto quando il protagonista del film, fin troppo buono per sopravvivere in questo mondo, entra in contatto con una famiglia che invece si rivela essere, giorno dopo giorno, il Male più abomivevole. Tore, come quel Cristo che ama quanto una rockstar, sperimenterà il martirio senza mai sottrarsi.

Un film che pone questioni spinose e conclusioni che molti (soprattutto i non credenti, come chi scrive) potrebbero rifiutare. Non fatelo, andate oltre la superficie e amerete questo  bellissimo film.

MISS VIOLENCE (ALEXANDROS AVRANAS)

Una delle perle del cinema greco recente, un pugno in gola al quale è impossibile sfuggire.

Dietro l’apparenza normale, la famiglia protagonista è il peggior inferno di violenza e soprusi che si possa concepire, e l’uomo al comando di essa uno degli esseri “umani” più rivolanti e amorali che si siano mai visti sul grande schermo. Difficilmente odierete un personaggio più di quanto odierete lui.

Il film ve lo dico senza mezze misure, vi farà sentire SPORCHI. E lo sguardo in macchina che vedete nel frame vi toglierà cinque anni di vita. Non dite che non vi ho avvertiti.

DEAR ZACHARY: A LETTER TO A SON ABOUT HIS FATHER (KURT KUENNE)

E chiudiamo con un altro documentario.

La storia di un ragazzo dolce e gentile, brutalmente ucciso dalla sua ex compagna gravemente malata di mente. Kurt Kuenne, suo amico fin dall’infanzia, decide di girare questo documentario come atto estremo d’amore per il suo amico e perché suo figlio appena nato (lo Zachary del titolo) sappia chi era.
Durante la realizzazione avviene però qualcosa di incredibile che rende questo film tragicamente unico. E il documentario è costretto a diventare qualcos’altro, qualcosa di ancora più doloroso e inaccettabile.

Un documentario-fiume, con una mole notevole di materiale e tanto amore dentro. Un amore che forse è l’unica risposta alla cattiveria, al narcisismo e alla follia.


Ed eccoci giunti alla fine. Speriamo che facciate tesoro di alcuni dei nostri consigli cinematografici, non ve ne pentirete.
E anche se dovesse accadere, sappiate che non l’abbiamo fatto apposta (per citare maldestramente un gigante della letteratura)

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Vai alla barra degli strumenti