Speciale Roger Deakins- Parte 2: la fotografia di Roger Deakins nei film dei fratelli Coen

La fotografia di Roger Deakins nei film dei fratelli Coen

Inizia  nel 1991 con il film “Barton Fink – È successo a Hollywood” la duratura e fortunatissima collaborazione tra il direttore della fotografia Roger Deakins e i fratelli Coen.

Fotografia “di genere”

Un elemento ricorrente del cinema dei Coen sono gli elementi metafilmici più o meno espliciti, non solo a livello di trama ma anche di stile…

Basta un frame di “Fratello dove sei” o “Il Grinta” per pensare al western e uno di “L’uomo che non c’era” per capire che stiamo per vedere un noir ambientato negli anni Cinquanta… questo, ovviamente, è merito anche della fotografia di questi film, curata da Roger Deakins.

Fratello, dove sei?-O Brother, Where Art Thou?

We were shooting in Mississippi in mid-summer and the Coens and I wanted a dry, dusty look but obviously, it was a very lush environment. We also wanted a kind of feeling of a painted postcard, and we experimented for quite a long time.

Particolarissimo adattamento dell’Odissea di Omero: siamo nel Mississippi degli anni Trenta, tre galeotti appena evasi stanno tentando di tornare a casa ostacolati da numerose difficoltà.
I toni caldi, rustici, tendenti al seppia, la scelta del formato panoramico, il Cinemascope che valorizza i tipici campi laghi, ricordano immediatamente quella dei film western hollywoodiani.

Il Grinta- True Grit

Troviamo delle interessanti citazioni alle atmosfere del western anche in “Il Grinta” ,adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo (da cui era già stato tratto un film nel 1969 interpretato da John Wayne).

L’uomo che non c’era (The Man Who Wasn’t There)

Anche se il film è stato girato originariamente a colori, e poi portato in bianco e nero, la scelta delle inquadrature evoca l’ “atmosfera da film noir”. In particolare le shilouette tipiche della fotografia di Deakins, in questo film trovano il loro habitat perfetto.

Ave, Cesare! (Hail, Caesar!)

Un tuffo nella Hollywood degli anni Cinquanta, nel mondo dello star-system. Un film sul mondo del cinema e sui suoi generi: musical, western, commedia, colossal, pepelum; il tutto accompagnato da una linea narrativa satirica sulla guerra fredda.

Il discorso fatto per i film precedenti torna a farsi sentire più forte in quest’opera. Il film, ambientato sui set cinematografici dell’ immaginario studio Capitol Pictures, permette ai Coen e a Deakins, di fare molteplici volte il gioco di “ricostruzione fotografica del genere” ogni volta che viene mostrato uno dei film in lavorazione.
Qui vediamo citate le coreografie di Busby Berkeley nello spettacolo acquatico dell’attrice DeeAnna Moran (interpreata da Scarlett Johansson)
In un altro teatro si sta girando un musical con i marinai.
Nel frattempo Hobie Doyle (Alden Caleb Ehrenreich) giovane star di film western….
… viene inserito dalla Capitol in un sofisticato dramma in costume del regista Laurence Laurentz (Ralph Fiennes)

Uno dei più ambiziosi progetti della Capitol è il peplum “Ave Cesare!”  la sua lavorazione e in particolare la scomparsa della star Baird Whitlock (George Clooney) è perno intorno al quale ruotano le varie vicende del film.

Fotografia per raccontare un personaggio:
Il grande Lebowsky e A Serious Man

Tra i protagonisti più famosi del cinema dei fratelli Coen c’è sicuramente il Drugo de “Il grande Lebowski” ( (Jeff” Bridges) che, sotto certi aspetti appare antitetico allo sfortunatissimo Larry di “A Serious Man” (Michael Stuhlbarg). Leboski è un personaggio estroverso, allo sbando mentre Larry è preciso, “serio”, diligente. Ma cosa hanno in comune questi due personaggi? entrambi vengono travolti da una raffica di eventi.

Nel caso di Lebowski questa situazione viene affrontata dal personaggi in modo goffo, spesso con pressappochismo e con risvolti comici mentre, nel caso di Larry, le vicende sono tinte da una nota più malinconica e drammatica.

A livello di fotografia si può notare un altro elemento comune a questi due film: in entrambi rispecchia e accentua la condizione di questi personaggi …

Lebowski non è mai sobrio,veste sempre in modo trasandato, ed è ossessionato dal bowling. Questo strano uomo si trova “al centro” di qualcosa più grande di lui e, esattamente come un birillo, viene preso di mira da una serie di personaggi e situazioni che non riesce a controllare poiché o troppo distratto o ubriaco.

Ciò è accentuato dall’uso della prospettiva: molte inquadrature sono composte  facendo convergere le linee presenti nell’immagine verso Drugo.

Anche Larry è in un certo senso preso di mira ma da una serie di eventi meno assurdi: divorzio, lavoro che va male, problemi in famiglia ecc… L’animo di Larry è tormentato, triste, alla ricerca di un cambiamento. Se dovessimo scegliere un momento della giornata a cui associare questo personaggio probabilmente sarebbe il la blue hour.

Il blu e i toni dell’azzurro sono i colori dominanti del film, in cui Larry cammina, agisce. Azzurri sono i momenti meno claustrofobici (emblematica la scena sul tetto), mentre blu torbido momenti più complessi, più ricchi di tensione emotiva.

 

Spazi vasti, uomini crudeli:
Fargo e
Non è un paese per vecchi

Concentrandoci sulla fotografia di questi film notiamo ovviamente che sono molto diversi dal punto di vista cromatico.

In Fargo il colore dominate è il bianco, tutta la cittadina è coperta di neve che ovatta e circonda tutto, non è un bianco che trasmette senso di purezza, bensì di immobilità e oppressione, è un bianco pronto a far risaltare il rosso del sangue con cui si macchierà.

Guardando No Country For Old Men emerge una maggiore varietà di toni che va dai cupi colori delle scene notturne (con numerose figure in silhouette che si stagliano sui tramonti) dai caldi colori del deserto.

In entrambi i film ci sono dei campi lunghi o lunghissimi estremamente suggestivi che spesso non sono dei semplici estabilishing shot ma coicnidono con  momenti di tensione in cui si cerca di scrutare o capire cosa sta succedendo.

Non mancano dettagli e primi piani, anche questi  significativi come gli specchietti della auto in entrambi i film, i primi piani insanguinati di Steve Buscemi in “Fargo”, i segni lasciati dalle scarpe dell’uomo strangolato sul pavimento e la misteriosa moneta in “Non è un paese per vecchi”.

In entrambi i film compaiono delle inquadrature all’interno di automobili.  A proposito di “Non è un paese per vecchi”, sono molto interessanti le semi- soggettive dalla macchina del personaggio interpretato da Bardem, delle inquadrature che sebbene abbiano il punto di vista del personaggio, non lasciano trapelare la sua presenza. Che sia un modo per esprimere il modo meccanico, quasi impersonale con cui sceglie le sue vittime?
Mentre indimenticabili, in “Fargo”, le scene con Frances McDormand e Steve Buscemi alla guida delle loro rispettive automobili.

Questo sodalizio tra i fratelli Coen e Roger Deakins è in grado, ogni volta, di regalarci delle immagini iconiche che sono difficili da dimenticare. Attendiamo con ansia la loro prossima collaborazione, nel frattempo quale film riguarderete?

 

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