La fine del sogno americano

Charles Manson è forse uno dei serial killer più famosi al mondo, nonostante non abbia mai commesso, materialmente, degli omicidi. La sua figura controversa ha influenzato la cultura pop, dalla letteratura al cinema.

Nell’estate del 1969 Manson creò la Family, una comune hippie da cui iniziò ad essere venerato come un dio, specialmente dalle ragazze.
La sua influenza sulla Family lo portò a vaticinare dell’Helter Skelter, un’apocalisse che avrebbe garantito la supremazia dei bianchi. Strafatti dalle droghe e completamente inebriati dalla figura di Manson, alcuni dei suoi seguaci acconsentirono alla sua folle proposta di uccidere.

Ma cosa scatenò l’ira di Manson?
Il suo sogno era diventare un musicista, e il batterista dei Beach Boys Dennis Wilson gli promise un contratto che Charles non firmò mai. Non solo, un suo brano fu riarrangiato e inserito nell’album 20/20 della band.

A questo punto, Manson voleva attuare la sua vendetta. Nelle notti del 9 e 10 agosto 1969 Leslie Van Houten, Patricia Krenwinkel, Susan Atkins, Linda Kasabian e Tex Watson perpetrano in due ville di Beverly Hills e danno inizio al massacro.

Una volta arrestati Manson e gli esecutori materiali della strage, Linda Kasabian fu il teste principale che, in cambio della libertà, confessò e riuscì a far condannare tutti gli imputati alla sedia elettrica e, quando la pena di morte fu abolita in California, a commutare la pena in ergastolo.

La sua figura carismatica e depravata, impostasi soprattutto su giovani donne, e il suo fascino omicida scatenatosi durante la cosiddetta summer of love fecero di Charles Manson una stella nel firmamento dei serial killer e della cultura pop americana.

Bel Air – La notte del massacro (Helter Skelter, 1976)

A distanza di soli 7 anni dagli omicidi, Tom Gries dirige la miniserie Bel Air – La notte del massacro, tratta dal libro Helter Skelter del procuratore del caso Vincent Bugliosi.
L’opera riprende fedelmente tutti i dialoghi avvenuti in tribunale ed è stata girata nei luoghi reali in cui si sono svolti i fatti. Anche la Ford del 1959 che guidava la Kasabian è quella reale, noleggiata appositamente dalla produzione.

Ad interpretare Charles Manson è l’attore Steve Railsback che 24 anni più tardi interpreterà per il grande schermo anche un altro famoso serial killer: Ed Gein.

Aquarius (2015)

Nella serie televisiva con protagonista David Duchovny, Manson è interpretato da Gethin Anthony (Renly Baratheon in Game of Thrones). Anthony non ha i capelli lunghi di Manson, è molto più bello e più alto: fisicamente, dunque, non lo ricorda.La sua interpretazione però non rende difficile comprendere per quale motivo il serial killer esercitasse quel fascino magnetico su coloro attorno a lui.

American Horror Story: Cult (2017)

Il tema della scorsa stagione della popolare serie tv antologica ideata da Ryan Murphy erano le sette: poteva dunque mancare il leader della setta per eccellenza? Ovviamente no, e ad interpretarlo è Evan Peters, che in questa stagione ha dato il meglio di sé con numerose interpretazioni.

Nonostante il personaggio di Manson non sia tra i più riusciti di questa stagione, Peters può contare sugli effetti speciali e sul suo talento. Ci viene così fornita l’immagine più inquietante e malata del killer, tralasciando tutta la componente attraente e magnetica.

Once upon a time in Hollywood (2019)

Il nono film di Quentin Tarantino inizialmente avrebbe dovuto parlare più esplicitamente degli omicidi di Manson, ma non sembra comunque un caso che uscirà il 9 agosto, a 50 anni dall’omicidio Tate.
La storia sarà ambientata nel 1969 e vedrà come protagonisti Leonardo DiCaprio e Brad Pitt; si vocifera che ad interpretare Sharon Tate sarà Margot Robbie.
Non ci resta che aspettare per vedere cosa Tarantino ci riserverà con il suo penultimo lavoro!

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