È finalmente arrivato nelle sale italiane il nuovo film di Paolo Sorrentino dedicato alla figura di Silvio Berlusconi. La seconda parte di “Loro” uscirà il 10 Maggio 2018.

Loro 1

“Loro 1”, prima parte del grande film su Berlusconi diretto da Paolo Sorrentino, inizia come uno di quei spot diretti da David Lynch in occasione dell’arrivo della Playstation 2. Quelli nei quali si continuava a rimarcare continuamente il “third place“, coniato sociologicamente ed inteso come un posto d’incontro neutrale ed accogliente ma completamente diverso dalla casa e dall’ufficio. In quel caso, ovviamente, ci si approcciava al mondo videoludico, alle forze naturali scombinate da un mondo completamente diverso. In questo ci si approccia ad un mondo reso inquietante, che si fa implodere ed esplodere: l’immaginario estetico berlusconiano.

A pagarne le conseguenze, è un tenero agnellino vittima di un condizionatore che tira fuori rumori orrorifici e di un televisore che rimanda in loop immagini di un quiz di cultura generale condotto da Mike Bongiorno. La tenerezza che viene investita dallo squallore di programmi pseudoculturali, pubblicità di pentole, salumi e materassi, nudità femminili a iosa. Sorrentino elabora questa estetica dell’immaginario berlusconiano arricchendola ed implodendola con una miscellanea di suggestioni di ogni tipo di cinema. “Spring Breakers” di Harmony Korine, “Zabriskie Point” di Michelangelo Antonioni, “Scarface” di Brian De Palma, sfumature addirittura da Nouvelle Vague.

I cosiddetti “loro” non sono semplicemente “quelli che contano” ma sono anche quelli come il Sergio Morra di Riccardo Scamarcio. Sono gli italiani che sguazzano in questo immaginario. Che si privano di una propria personalità per ascendere a “Lui”. Questo Berlusconi assente per tre quarti della prima parte eppure inquietantemente presente come il serial killer di una saga slasher.

Uno, Nessuno, Centomila Berlusconi

Loro 1

Pur cedendo a scene e dialoghi di dubbio gusto (alcune frasi sono fumose al limite della denuncia), Sorrentino elabora per tutti quanti un trattamento all’Italietta contemporanea e ai suoi italiani di un’attualità sconcertante. Implode ed esplode il sistema dello spettacolo marcio, “machista” ed arrivista. Descrive con velata cattiveria ma con massima incisività il mondo di Sergio Morra, un berlusconismo senza Berlusconi, pomposo, sopra le righe, inutile, fatto di sesso senza piacere, di amore senza affetto, di feste piatte piene di comparse ma di nessun contenuto.

Poi Sorrentino arriva a “LUI”, Silvio. Già la prima vera apparizione di Berlusconi (echi felliniani) è una grande presa in giro. Il Berlusconi di Toni Servillo è in apparenza una maschera garrula e sorridente. Il trucco di Servillo viene evidenziato e reso quasi identico alle maschere dello spettacolo anticomunista. In realtà, Berlusconi è un essere triste, disilluso, un clown, che “non riesce a stare all’opposizione”, che si sente superfluo. Ha tutto ma per lui il tutto non è abbastanza (evidente citazione a Tony Montana). Il bunga bunga sta arrivando e nasce così, dal senso di sconfitta, dalla consapevolezza dell’età che avanza e dalla paura di non vincere più.

Conclusioni

Un grande mix di generi e di toni, quasi artisticamente inedito nel panorama italiano. Si prendono personaggi reali per renderli di fiction. Scherno, prese in giro ma anche cattiveria nascosta ed incisiva. “Loro 1” è inquietantemente bello, ha solo un grande problema: gli manca la seconda parte, “Loro 2“. È un’introduzione, vengono dipanate le dinamiche dei personaggi ma manca l’intreccio e la soluzione. Ma comunque è un inizio straordinario. Perché non solo Sorrentino parla di “LUI”, ma parla anche di loro, quelli che ci stanno attorno e che vivono sognando e mirando a quello stato di vita, a quell’immaginario estetico. E quando la prima parte finisce con un semplice ma potente “Silvio, mi sono innamorata di te.”, c’è ben poco da scherzare e da ridere. Il sonno dell’Italia genera mostri.

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