Episodio VIII è stato distribuito il 13 Dicembre 2017. Ecco il punto di vista di Ettore Dalla Zanna riguardo al nuovo capitolo della saga di Star Wars.

Finalmente è arrivato “Star Wars: Gli Ultimi Jedi“!

Star Wars

Rosso. Il colore rosso è il colore predominante ma soprattutto vivido e dinamico come vivido e dinamico è il film in cui viene maggiormente padroneggiato. Rosso è il colore del sangue, rossa è la stanza dove il leader supremo e malvagio Snoke tiranneggia, seduto sul suo trono, con addosso una vestaglia color oro. Stanza di gusto molto teatro giapponese, con guardie imperiali corazzate, anch’esse di colore rosso.

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Rosso è anche il sale vermiglio che si nasconde sopra il sottilissimo strato bianco che ricopre il deserto inospitale ma seduttivo che ospita la miniera nella quale le forze ribelli si sono barricate e ritrovate per difendersi dall’attacco delle forze del Primo Ordine. Un’idea scenica esemplare e straordinaria che esplica ulteriormente la sanguinosa crudeltà della guerra. Ma soprattutto, il sacrificio a cui porta lo scontro a difesa dei valori più puri della libertà.

Gli Jedi

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Ma come ben sanno tutti e soprattutto i puristi di “Star Wars” e gli estimatori di George Lucas (acidi quest’ultimi nei confronti di questa meraviglia di film), aldilà del vedere le sofferenze e la dura lotta dei ribelli contro le forze imperiali, la saga di “Star Wars” rimane comunque un saga sulla famiglia Skywalker.

L’ottavo capitolo riesce, rispetto al soporifero e puerile settimo episodio, a riportare al centro dell’azione, tra i molti validi nuovi protagonisti (un Oscar Isaac semplicemente stellare su tutti), i due gemelli separati dalla nascita, lo jedi Luke e la principessa Leia (protagonista, però, di una delle poche scene orribili del film, destinata ad entrare nello stracult “internettiano”), riscattandone finalmente l’importanza dei rispettivi ruoli. Si parla molti di “ultimi jedi”, del destino del cavalierato, del suo senso e del suo futuro.

Anche l’ordine degli Jedi ha sempre contraddistinto la saga, dal massimo splendore dell’inizio della trilogia prequel fino alla sua caduta alla fine della trilogia, un risveglio dell’ordine nella trilogia classica, la fine o una possibile revisione nella trilogia sequel. Hamill è immenso nel film. Luke pare un Nanni Moretti più ingrassato (forse per i dolci) ma pur sempre Luke, turbato, isolato e isolano (gli fanno da compagnia delle tartarughe bipedi vestite da suore). Carrie Fisher, a parte la scena orribile succitata e una capigliatura dai colori piuttosto ambigui, rimane sempre una colonna portante (ahimè per l’ultima volta) della serie. E poi c’è l’altro Skywalker, Ben Solo.

Il senso della trilogia sequel.

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Episodio VIII conferma la straordinarietà del personaggio di Adam Driver, capace di rendere sfumature complesse e sensazioni tangibili. Il suo è il personaggio più affascinante. Un pò uomo, un pò bimbo. Inadeguato ma con prestanza carismatica. Sarà protagonista nel corso del film di campi e controcampi molto sofisticati con la Rey di Daisy Ridley (anche lei con un conflitto interiore riguardo i vari legami di parentela). Ma Kylo Ren è anche, se vogliamo, il vero protagonista di questa trilogia sequel. Il vero cammino dell’eroe sembra essere condotto proprio dal personaggio di Driver.

Ed ecco un’altra cosa mirabile del film: gli scontri verbali. Non perché gli scontri fisici non siano eccezionali, anzi… ma gli scontri verbali sono potentissimi, fondamentali, frutto di una sceneggiatura efficace scritta dallo stesso regista, Rian Johnson. Gli scontri fisici e verbali concedono finalmente quell’investitura epica mancata in Episodio VII ed intravista in “Rogue One“. E che ora padroneggia in ogni frame in Episodio VIII, aldilà di battutine forzate e non.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi” è un film di ferite, di fratture, di fragilità, di sacrificio, di sopravvivenza, di momenti alla “Rashomon” di Kurosawa, di gusto crepuscolare e con un forte senso di malinconia. Un film epico, immenso, straordinario, che si prende le proprie responsabilità. Senza scendere alle prolisse commemorazioni di quell’insignificante settimo episodio, si permette di parlare del passato. Di orizzonti visti in precedenza, di vecchie amicizie oramai non più possibili. Ma avendo sempre uno sguardo verso il futuro, verso le nuove generazioni. In ogni luogo dell’universo nel quale ci sarà sempre un lieve barlume di speranza.

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